Il Primato Nazionale mensile in edicola

Parigi, 6 mag – Per mesi, chiunque avesse istituito un rapporto tra il laboratorio di Wuhan e la diffusione del Covid-19, veniva automaticamente stigmatizzato in quanto folle e complottista (o tutte e due le cose insieme). Ne sa qualcosa Luc Montagnier, insigne virologo francese e detentore del premio Nobel per la medicina 2008. Circa un anno fa, solo per aver avanzato l’ipotesi di una manipolazione del virus da parte del laboratorio cinese, si è sentito dare del cialtrone e del rimbambito. Al tempo stesso, tutti ricordano la vicenda dell’ormai celebre servizio del Tgr Leonardo, che aveva subito scatenato la rappresaglia degli «sbufalatori» di professione, oppure il polverone alzato dalle ipotesi della virologa cinese Li-Meng Yan. Ecco, nonostante la grancassa mediatica, nell’ultimo periodo si stanno moltiplicando le voci a favore di una correlazione tra il Covid-19 e il famigerato laboratorio di Wuhan.



Il Covid è nato nel laboratorio di Wuhan?

Un mese fa, a sostenere questo scenario, era stata addirittura Ilaria Capua, una delle star della virologia sempre presenti in televisione: «L’ipotesi che Sars-Cov-2 possa essere figlio di un virus generato in laboratorio è ritenuta plausibile al punto tale da dover mandare una squadra di esperti a verificare cosa è successo in quel laboratorio», aveva dichiarato al Corriere della Sera. E «plausibile» è davvero un passo da gigante rispetto all’«estremamente improbabile» che si poteva leggere su un rapporto stilato dall’Oms. Ora, però, l’ipotesi è stata rilanciata con forza dal Gruppo di Parigi, una nota associazione internazionale di scienziati. I quali hanno scritto delle lettere aperte indirizzate proprio all’Oms. L’ultima è stata pubblicata due giorni fa da Le Figaro, che ha parlato del laboratorio di Wuhan che torna al centro delle polemiche sull’origine del Covid.

Le ipotesi al vaglio

La questione è ovviamente molto complessa, e serviranno ulteriori indagini per verificare la fondatezza di queste congetture. Eppure, a giudizio del Gruppo di Parigi, la pista della fuga accidentale del Covid dal laboratorio di Wuhan si configura come quella più credibile. Le ipotesi sono diverse: si va dal dipendente contaminato da un animale da laboratorio, fino all’imperizia nel trattamento di un rifiuto che avrebbe poi infettato una persona esterna. Insomma, c’è ancora molto da scoprire, ma una cosa almeno è certa: la discussione sull’origine del coronavirus non è più un tabù.

Gabriele Costa

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Quand’anche fosse, che si fa… si chiedono i danni alla Cina?
    E se non li paga… le si mettono le sanzioni?
    Poi da chi ce lo accattiamo ogni bene di consumo a prezzi stracciati?

  2. Mi chiedo:
    Se il virus scappato dal centro di Wuhan avesse combinato tutto questo pasticcio, a che serirebbero le mascherine dalle quali scappa un numero enorme di virus ?

Commenta