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Roma, 6 mag – Altro che faro di libertà e democrazia, gli Stati Uniti sono percepiti all’estero come un vero e proprio ‘stato canaglia’. Questo almeno è quanto rivela una ricerca commissionata dalla ‘Alliance of Democracies Foundation’ (AoD) e ripresa dal quotidiano britannico The Guardian. L’AoD è un’organizzazione istituita nel dicembre 2017 dall’ex primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen, assieme all’imprenditore Fritz Schur e all’avvocato Klaus Søgaard. Rasmussen – e non è propriamente un dettaglio trascurabile visto quanto emerso dall’indagine in questione – è pure l’ex segretario generale della Nato.

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Stati Uniti ritenuti una minaccia, più di Cina e Russia

Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto Latana nel periodo tra febbraio e aprile di quest’anno attraverso interviste a 50mila cittadini di 53 paesi differenti, dalle quali emerge l’opinione generale secondo la quale la principale minaccia alla democrazia globale siano gli Stati Uniti d’America. Questo per il 44% degli intervistati, contro il 38% che ritiene un pericolo la Cina e solo il 28% che teme l’influenza russa.

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Non un grande auspicio per Joe Biden che in occasione del prossimo G7 in Inghilterra vorrebbe lanciare una grande alleanza delle democrazie (a guida americana, ovviamente) contro i sistemi autocratici (ovvero i competitor geopolitici degli Usa).

Sfiducia in istituzioni democratiche e Big Tech

Secondo un altro quesito del sondaggio, sono i cittadini degli Stati considerati dai promotori della ricerca come “meno democratici” a ritenere che i loro governi abbiano affrontato in modo migliore l’emergenza Covid con un tasso di approvazione del 65%, che arriva al 93% in Cina. Mentre solo il 51% di chi vive nei Paesi “democratici” approva quanto fatto dai rispettivi governi, dato che scende al 45% in Europa e al 28% in Italia.

Ma la sfiducia nelle istituzioni democratiche non si limita alla gestione della recente pandemia. Il 47% dei residenti in nazioni occidentali ritiene infatti che il proprio Paese non sia realmente democratico, mentre al contrario il 71% dei cinesi concorda sul fatto che il Dragone Rosso abbia la giusta dose di democrazia.

Un altro risultato interessante è quello che vede circa la metà degli intervistati (48%) ritenere che il potere delle cosiddette Big Tech (Google, Facebook, Amazon, Microsoft e Apple) rappresenti una minaccia per la democrazia.

Il commento del presidente della fondazione

Nonostante il risultato dell’indagine commissionata non sia stato probabilmente quello previsto, il presidente della Alliance of Democracies Foundation ed ex segretario generale Nato Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato: “Questo sondaggio mostra che la democrazia è ancora viva nei cuori e nelle menti delle persone. Ora dobbiamo uscire dalla pandemia del Covid-19 offrendo più libertà alle persone che vogliono vedere i loro paesi diventare più democratici”. Se lo dice lui.

Lorenzo Berti

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1 commento

  1. Sorpresa mica tanto, dopo la IIGM fuori’Europa hanno fatto solo danni, dalla Corea al Vietnam a Cuba al Medio Oriente, per non parlare di tutti i corrotti dittatori dalle banane che hanno sostenuto nel loro cortile di casa. Perchè un centramericano o un asiatico o un africano dovrebbe amarli?

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