FM-05022015-gp_figura_1Lecce, 5 feb – Dalla provincia salentina ai milioni di dollari targati Usa, è la favola bella e a lietissimo fine del ventenne pugliese Gianluigi Parrotto che avrebbe ideato una piccola turbina eolica installabile sui tetti e dalle prestazioni miracolose, raccontata con profluvio di emozioni.

Molto in sintesi, la startup fondata da Gianluigi Parrotto è stata rilevata per 5,5 milioni di euro da quattro investitori americani riuniti sotto le insegne della società Air Group (di cui non siamo riusciti a trovare traccia in rete). I mini impianti eolici prodotti a Casarano, così, sbarcheranno presto anche negli Stati Uniti. E la startup fondata un anno fa dal ventenne salentino presto cederà il passo alla nuova Air Group Italy S.p.a., che ingloberà la vecchia società, che aveva chiuso il suo primo anno d’attività in linea con le previsioni e forte di un fatturato da 1,3 milioni di euro. “Per noi era un’occasione importante. Avremo queste persone al nostro fianco per molto tempo. A 20 anni sentivo di avere bisogno di una spalla forte su cui poggiare, soprattutto essendo partito senza un euro”, spiega Gianluigi Parrotto.

Rimandando ad altre letture per approfondimenti, il problema è che chi scrive è passato attraverso tutto il mondo dell’eolico, dal micro al grande e grandissimo, e la conclusione che ne ha tratto – generale ma infallibile fino a (improbabile) prova contraria – è che solo il grande e grandissimo eolico, con potenze nominali superiori al MW (un milione di Watt), ad asse orizzontale (le classiche “pale”), con il mozzo dell’asse collocato come minimo a 70 metri di altezza, in aree dove a velocità media del vento è superiore a 6 metri al secondo – e sono poche, in Italia quasi soltanto sulle creste montane e su alcuni crinali collinari del sud – ha senso energetico ed economico.

La favola del giovane pugliese, in base alle poche informazioni disponibili, non fa eccezione.

Il primo sospetto deriva dal fatto che sul sito della società da lui stesso fondata e presieduta, la GP Renewable, non sono disponibili le schede tecniche dei modelli, quelle dove sono riportate le caratteristiche strutturali e le curve che esprimono  la potenza erogata in funzione della velocità del vento. Una regola aurea del settore minieolico è che se le schede tecniche non sono liberamente esibite, la macchina non funziona, o in subordine funziona con punti di lavoro lontanissimi da quanto promesso. Ebbene, sul predetto sito è disponibile soltanto un video e una brochure pubblicitaria.

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Struttura di un impianto TWind 5

Abbiamo fortunosamente rintracciato però qualche dato tecnico per il modello “TWind5” (immagine a fianco).

Spicca intanto la massa della macchina, pari a 250 kg, che già lascia qualche dubbio sulla sua installabilità sul tetto anche in considerazione delle sollecitazioni strutturali.

La turbina appare essere una classica Savonius, brevettata nella versione originale nel 1929, le cui prestazioni, trattandosi di un apparato ad asse verticale e a resistenza aerodinamica, sono inferiori rispetto a quelle a sollevamento alare – le classiche turbine ad asse orizzontale.

Inoltre, il diametro è dichiarato pari a 1,5 metri e l’altezza pari a 2,8 metri, da cui risulta un’area massima esposta al vento pari a 4,2 metri quadri.

La potenza di picco dichiarata per il modello “TWind5” è pari a 4800 Watt.

potenza eolica
Curva di potenza eolica

Utilizzando la legge di Betz con un coefficiente di carico molto generoso pari a 0,35 e un’area pure generosamente aumentata a 5 metri quadri, si ottiene la curva di potenza riprodotta a fianco: la potenza di 4800 Watt corrisponde a velocità del vento superiori a 16 m/s cioè circa 60 km/h, quasi una tempesta…

Di più, se una macchina del genere viene installata su un tetto, in aree quindi di forte turbolenza, assumendo pari a 10 metri l’altezza di  lavoro, la velocità del vento sarà poco più della metà di quella misurata a 30 metri, quest’ultima essendo l’altezza sul suolo alla quale vengono solitamente effettuate le misure.

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Profili verticali del vento

È quindi ragionevole attendersi che una macchina del genere non sarà praticamente mai esposta a velocità del vento tali da raggiungere la potenza nominale, inoltre la produttività annuale non potrà mai essere quella apparentemente dichiarata, pari a 11 mila chilowattora (kWh) all’anno, che si otterrebbe moltiplicando 4,8 kWh per oltre 2200 ore equivalenti, ma al massimo pari alle turbine di grande taglia collocate in aree di scarsa ventosità, notoriamente dell’ordine di mille ore. In pratica, al massimo la produzione annuale sarà dell’ordine di 5 mila kWh, meno della metà di quella dichiarata, e anche questo dato è da considerare generoso.

Al confronto, un impianto fotovoltaico appena decente in Puglia produce per un numero di ore equivalente dell’ordine di 1500, cioè a parità di potenza nominale più di 7 mila kWh, oltre il 40% in più rispetto a quanto stimato per la miracolosa turbina eolica in oggetto.

Leggiamo anche che la macchina costerebbe 20 mila Euro, cioè oltre 4 mila Euro per kW di potenza nominale: un piccolo impianto fotovoltaico costa oggi non più di 2 mila euro a kWh, mentre un grande impianto può scendere sotto i 1200 euro a kW: da due a quattro volte meno.

Pur lasciando aperto il beneficio del dubbio, quindi, tutte le evidenze sembrano portare in una direzione poco favorevole rispetto all’effettiva utilità di una macchina di questo tipo.

Francesco Meneguzzo

17 Commenti

  1. CHIARAMENTE è 1 BUFALA E LO POSSO DIRE CON CERTEZZA IN QUANTO IL SIG. PARROTTO MI HA INSTALLATO 1 PALA 3.6 CON LE STESSE CARATTERISTICHE DELLA TW5 IN CIRCA 2 ANNI DI FUNZIONAMENTO HA PRODOTTO 29KW E CONSUMATO 35KW IN QUANTO L INVERTER ASSORBE CORRENTE HO FATTO PROPRIO 1 BUON AFFARE !!! AL MODICO PREZZO DI 14000EURO E IL SIGNORINO SPARITO .

  2. non sei l’unico… sono in tanti a essere stati truffati… e credo che sarà difficile recuperare le spese… spero che la Guardia di Finanza faccia le sue indagini per fermare definitivamente questa grande truffa mediatica…

  3. 15/5/2016
    Giuseppe Roca
    Come sempre, su tematiche così tecniche e così innovative e indubbiamente all’attenzione e interesse di più anime, (da chi è sensibile alle problematiche dell’ambiente a chi vorrebbe dare una leggittima spinta al lavoro che scarseggia o a chi vuol dare un’inversione di tendenze all’autocommiserativismo cronico) c’é ampio spazio di manovre; purtroppo non sempre qualificate, non sempre oneste, non sempre attente a salvaguardare obiettivamente le proprie economie e im propri interessi.
    I concetti di fondo e le prostettive e le aspettative di tutto ciò che attiene alle rinnovabil non deve essere vanificato da qualche inevitabile insuccesso, o da qualche truffatore d’occasione. Sono attendibili e sacrosanti i principi generali e i dati di massima ormai consolidati dalle produttività certificate in tutto il mondo. vero é però che non bisogna essere creduloni e sprovveduti nel dare fiducia al primo che passa senza qualche buon ed attendibile elemento a conforto delle proposte commerciali. Il micro eolico può essere installato in zone ventose della Calabria e della Puglia e altrove in base a reali ventosità dell’Atlante Eolico Italiano, ma come è stato opportunamente fatto notare, ‘carta canta’: schede tecniche ufficializzate da Enti Certificatori, Contratti Legali con dichiarazione di produttività garantite o altrimenti risarcibili ecc..

  4. Vorrei far presente che il sig. Gianluigi Parrotto non ha provveduto al saldo del mio compenso relativo ai lavori di grafica eseguiti dalla mia agenzia tra luglio e settembre 2015, utilizzati regolarmente e pubblicamente per le campagne pubblicitarie di Air Group Italy.
    Tali compensi sono stati da me più volte richiesti, anche tramite il mio legale, ottenendo solo promesse di pagamento non mantenute dal Parrotto e dai suoi collaboratori.
    Lascio questo commento ritenendo che sia di comune interesse, anche al fine di evitare che altre persone possano trovarsi nella mia stessa situazione nel momento in cui intratterranno rapporti economici con il sig. Parrotto.

  5. la nuova frontiera del marketing, basta dire che hai venduto la tua azienda per 5 milioni di euro e tutti di credono il nuovo Steve Jobs.

    Forse sarebbe stata buona cosa se i giornalisti avessero verificato se questo fondo americano esiste davvero.

  6. Mi spiace per le vostre problematiche , ma sappiate che non siete gli unici , abbiamo decine di clienti che ci chiamano per problemi sia con macchine ad asse verticale che ad asse orizzontale.
    Ultimamente stiamo rimettendo in funzione due macchine ad asse verticale da 10 kW prodotte da un’altra azienda , macchine pagate sui 50.000 euro che non hanno prodotto un kW in un anno e mezzo.
    La cosa importante è non farsi abbindolare dai numeri sulle brochure dovete chiedere di vedere report di produzione del GSE con i pagamenti eseguiti ad altri clienti che hanno montato la stessa macchina , allora potrete pensare all’investimento.

  7. GRANDE TRUFFATORE,ASPETTO DA 2 ANNI LA RESTITUZIONE DI UN ACCONTO DI 1000 EURO PER UN IMPIANTO MAI REALIZZATO.IL NUM TELEFONICO NON E’ PIU’ ATTIVO E LUI E’ LATITANTE.

  8. Parrebbe che Parrotto Gianluigi ( alias Antonio ) sia riuscito
    non a far girare il suo SAVONIUS ma a far girare le p…………
    dei suoi sventurati clienti.

  9. Il sig. Parrotto dice che l’azienda del Dott. Sadok ha sede in svizzera, da alcune ricerche in svizzera associato al nome Sadok Brahim risulta un unica azienda INATTIVA https://www.moneyhouse.ch/it/company/sadok-trading-commerce-6266347221

    Magari non è quel Sig.Sadok, comunque la storia diventa sempre più strana. Inoltre analizzando il profilo google del Sig. Sadok Brahim (con foto annessa) diamo un occhiata ai suoi amici , tipo il Sig. Majid al Qassimi oppure il Sig. Sultan al Qassemi (entrambi si trovano su internet) chissà forse dalla loro fusione nasce il famosissimo Sultano di Parrotto ovvero il Sultano degli Emirati Arabi Khaled Abdulla Sultan Al Qasimi, vediamo chi è questo Sultano:
    Sheikh Khaled Abdulla Sultan Al Qasimi serves as the Managing Director of Al-Buhaira National Insurance Co. and serves as its and a Director inoltre si trova questo https://www.thebusinessyear.com/sharjah-2015/the-long-haul/interview
    Fosse lui, analizzando sua maestà il sultano, mi sembra alquanto strano che voglia collaborare all’acquisto di 100 fantastici victoire.

    Sono inoltre convinto che il sig. parrotto mai risponderà a queste nostre domande e perplessità, inquanto non potrà mai postare sui suoi seguitissimi account facebook e vari, delle serie foto aziendali magari riguardanti i processi produttivi di queste bellissime macchine innovative, come non ricordare la sceneggiata a LA7, servizio in pompa magna ancora oggi visibile sul canale youtube dell’emittente tv in questione, in cui il parrotto faceva vedere con entusiasmo la “sede” della sua azienda nel momento in cui applicava le pale eoliche alla nautica. Vi invito a vedere il video in questione per rendervi conto delle balle astronomiche che vengono raccontate dalla giornalista, con un atteggiamento del tutto favolistico; concludo ricordando ai lettori che la sede dell’air group che si vede in quel video in realtà era la sede di un’altra azienda che si occupava invece di nautica tra l’altro prima che la stessa azienda venisse sequestrata proprio nella stessa zona industriale di casarano. Invito a rispondere gli interessati del Team gp rew, ma so che non lo faranno.

  10. Avevo letto oggi della condanna da parte del tribunale di Lecce ed il giornale parlava di fine di un sogno, mi sembrava strano per un singolo caso per cui ho fatto una ricerca ed ho trovato questo articolo.Pare che i dubbi siano ben fondati quindi.

  11. Sono interessato a sapere quanti Watts produce il suo
    microeolico alto 1,5 metri con diametro di 1 metro.
    I dati di Parrotto sono incompleti e non rendono
    possibili confronti con i concorrenti

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