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Roma, 26 dic – Gli scienziati inglesi hanno iniziato la sperimentazione di un nuovo farmaco che potrebbe impedire a chi è stato esposto al Sars-CoV-2 di sviluppare il Covid, cioè la malattia innescata dalla presenza del virus. Lo riporta il Guardian. La novità del farmaco starebbe nel fatto che questo nuovo ritrovato sarebbe in grado di garantire una immunità immediata – della durata di 6-12 mesi – contro il coronavirus.

Il farmaco anti Covid a base di anticorpi monoclonali

Si tratta di una trattamento basati sugli anticorpi monoclonali di cui si sta studiando la somministrazione come terapia di emergenza per i gruppi a rischio: anziani ospiti di rsa, immunosoppressi, pazienti con patologie pregresse. Ma il target del farmaco anti Covid potrebbe essere allargarsi a persone che vivono in nuclei famigliari nei quali qualcuno ha contratto il virus.

Potrebbe essere disponibile a marzo-aprile

«Se riuscissimo a dimostrare che questo trattamento funziona e può evitare che le persone esposte al virus arrivino a sviluppare il Covid-19, si aggiungerebbe un ulteriore elemento all’arsenale di armi che viene sviluppato per combattere questo terribile virus». Lo spiega la professoressa Catherine Houlihan, virologa presso l’University College London Hospitals NHS Trust (UCLH). Il farmaco nasce dall’unione degli sforzi di Uclh, AstraZeneca e l’Università di Oxford. Se al termine dei test si arrivasse all’approvazione del farmaco, il trattamento che blocca l’insorgenza del Covid potrebbe essere disponibile per marzo o aprile.

Cosa sono gli anticorpi monoclonali

Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali? «Sono l’elaborazione ingegnerizzata di anticorpi naturali prodotti dal sistema immunitario dei pazienti contro l’invasione di uno specifico patogeno o un altro agente esterno all’organismo (per esempio una crescita tumorale). Dove l’elaborazione consiste nel scegliere i più efficaci (per ogni «invasore» ci sono molti anticorpi attivi, come tante chiavi per una serratura, ma di diversa precisione) e farli replicare per esercitare l’azione di difesa». Al contrario dei vaccini che necessitano la somministrazione di due dosi per ottenere immunità completa, i farmaci basati sugli anticorpi monoclonali riuscirebbero a fornire immunità immediata.

I farmaci della categoria

Degli anticorpi monoclonali si era già diffusamente parlato in occasione della positività al coronavirus del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In quell’occasione, infatti, i medici gli avevano somministrato il Regeneron (Regn-Cov2), un cocktail di 2 anticorpi monoclonali. Il tycoon era guarito nel giro di pochi giorni. Altri farmaci promettenti della stessa categoria sono quello di Ely Lilly; quello del Monoclonal Antibody Discovery Lab di Fondazione Toscana Life Sciences (Siena), individuato sotto la supervisione di Rino Rappuoli, e quello della Prometheus di Karlik Chandran (Albert Einstein College of Medicine di NY). C’è un lato negativo di questo trattamento e riguarda i costi di produzione del farmaco blocca Covid, che sarebbero molto elevati. 

Cristina Gauri

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