Il Primato Nazionale mensile in edicola
Roma, 25 set – “Le persone sane asintomatiche non possono essere considerate contagiose”. Il virologo Giulio Tarro va ancora una volta controcorrente rispetto alla narrazione dominante relativa all’emergenza coronavirus. “Il problema è sorto facendo i tamponi a tappeto con un’alta percentuale di falsi positivi“, spiega il virologo in un post su Facebook. “Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del coronavirus, ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia”.

Il fine è quello di prolungare il lockdown

Se le cose stessero effettivamente così, perché allora le direttive politiche vanno in tutt’altra direzione? Lo spiega sempre Tarro nel suo post. “Purtroppo il fine è quello di prolungare il lockdown per una infezione le cui vittime sono inferiori da 100 a 500 volte i decessi quotidiani per patologie cardiovascolari = 600 e per patologie tumorali = 500. Sin dal 25 febbraio 2020 il consiglio superiore della sanità aveva emesso un documento in cui solo ai sintomatici andava fatto il tampone per soggetti che avevano avuto contatti con pazienti positivi per Covid-19 oppure provenienti da aree di province, regioni, paesi in piena fase epidemica”.

Il terrorismo crea danni psicologici

L’asintomatico non contagia perché ha una bassa carica virale; inoltre dobbiamo tenere presente sempre l’inaffidabilità dei tamponi come mezzo diagnostico proprio rifacendosi al suo scopritore professore Mullis, premio Nobel, perché misura un acido nucleico che potrebbe essere anche inattivo. A questo punto dobbiamo tenere in considerazione l’illegittimità degli obblighi (per tamponi, test, mascherine, et al) per ordinanza o circolare o norma di carattere amministrativo e per decreto ministeriale che violi una legge; pertanto sono provvedimenti per definizione illegittimi. Ovviamente non esiste un trattamento sanitario obbligatorio. Infine dobbiamo sempre tenere in considerazione i danni psicologici creati da questo continuo terrorismo”.
Davide Romano

1 commento

Commenta