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Londra, 10 – Boy George è diventato famoso negli anni ottanta per il suo look androgino, la sessualità spregiudicata e anche le sue canzoni; adesso si ritrova ad essere accusato di omofobia e transfobia perché ha detto che i cosiddetti pronomi di genere sono una “forma moderna di ricerca dell’attenzione”.

“Pronomi di genere?”

Boy George, ex leader dei Culture Club, ha oggi 58 anni e vive a Londra; nei giorni scorsi ha scatenato la furia dei suoi fan dopo aver scritto su Twitter di “lasciare i pronomi di genere fuori dalla porta”. Molti suoi followers si sono ritenuti offesi da questo commento, dicendo di avere il cuore spezzato e di essere  “sinceramente delusi” da Boy George, un’icona Lgbt.

“Non dovete insegnarmi nulla”

Boy George non si è lasciato intenerire e ha reagito, dicendo: “Grazie per i vostri consigli, ma ho gli occhi e posso soprattutto descrivere ciò che vedo”, riferendosi al fatto che se un uomo si presenta come maschio lui gli si riferirà con pronomi maschili e via dicendo. Il frontman dei Culture Club ha successivamente pubblicato un video che lo mostra ridendo di questi critici: il cantante sostiene di “non avere niente da imparare” come icona gay, perché la sua esperienza con l’identità sessuale supera quella di “quasi chiunque”. In risposta a un fan che ha dichiarato di avere il cuore spezzato dal suo commento “omofobico”, Boy George ha detto: “Non puoi insegnarmi nulla. Sono gay. Il più gay dei gay. Non ho mai avuto un momento imbarazzante con una persona che considero diversa e spero di non averlo mai!”. Ha continuato: ‘Ho più esperienza con l’identità sessuale di quasi tutti. April Ashley è la mia eroina già dagli anni ’70“. La Ashley, originariamente uomo, diventò famosa come fotomodella negli anni sessanta prima che venisse svelata la sua vera identità sessuale.

“Sono un gay vecchio stile”

In precedenza Boy George era stato molto chiaro su ciò che pensava del termine “gender fluid”: “Non mi descriverei come “fluido” di genere. Sono abbastanza rigido su ciò che mi piace. Definirsi “fluidi” suggerisce che c’è la possibilità di un cambiamento e per me non è così. Io sono un gay vecchio stile”.

Ilaria Paoletti

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