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La fata madrina di Cenerentola? Ora è un afroamericano gay

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Roma, 19 mag — E alla fine scatta il blackwashing anche per il rifacimento di Cenerentola. Nella versione in chiave moderna della fiaba prodotta da Sony, infatti, sarà il personaggio della Fata Madrina ad essere stravolto nel modo più estremo possibile. Il tutto, ovviamente, nel nome dalla diversità e dell’inclusione. I produttori della pellicola hanno infatti deciso che la Fata, rappresentata tradizionalmente da una donna bianca di mezza età, secondo i canoni moderni deve essere uomo, afroamericano, gay e dall’aspetto genderfluido. Non solo blackwashing, quindi, ma anche gaywashing.

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La Fata Madrina di Cenerentola in chiave genderfluid e nera

Ad interpretare la parte vi sarà Billy Porter, il primo attore nero dichiaratamente omosessuale a vincere un Emmy per la sua interpretazione di Pray Tell nella serie statunitense Pose. Del resto, nemmeno l’attrice che interpreta la protagonista del film può ritenersi una Cenerentola tradizionale: il ruolo è andato infatti all’attrice e cantante cubana Camila Cabelo, al suo debutto cinematografico con questa pellicola.

Black Brain

I bambini sono già pronti

Una rivisitazione multiculturale e in chiave contemporanea della fiaba a cui, sostiene Billy Porter, «I bambini sono pronti. Sono gli adulti che hanno bisogno di tempo». Eh già. I bambini sono duttili e indottrinabili, con loro non ci saranno problemi di catechesi genderfluida. Sono gli adulti, deplorevoli reazionari, che non digeriranno lo stravolgimento.

«E’ sinceramente arrivata l’ora di aggiornare i classici rendendoli contemporanei, perché i bambini, e non solo loro, vi si possano rispecchiare», afferma la rivista Vanity Fair in un tripudio di entusiasmo. La rivista di spettacolo Entertainment Weekly ha pubblicato le prime foto della Fata Madrina, o quel che ne resta: Billy Porter indossa un clamoroso abito di raso arancione, con paillettes e un grosso fiocco.

Cristina Gauri
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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Sarò estremo, ma per me l’unico modo per fermare questa spazzatura è “boicottarla” ovvero: non guardarla. Ho capito come funzionano i loro algoritmi, perchè ho avuto un abbonamento su netflix per qualche mese. Più guardi la loro spazzatura, più te ne mandano e più ne producono.. Ho risolto cancellando l’abbonamento. Ora sto guardando cose di 21 anni fa.. per esempio.
    Scusate, ma questa non è più arte, è tutto uguale non ve ne rendete conto? Se io guardo un film, un cartone animato o qualsiasi cosa, voglio che la storia sia non dico uguale ma almeno “fedele” all’originale. Compresi gli attori e i PERSONAGGI. Voglio che la trama sia il “punto principale”. In questa spazzatura invece, sei convinto di rilassarti a guardare un film.. invece dentro l’involucro c’è solo un tentativo di indottrinamento. Sempre uguale! Anche i sassi lo hanno capito! Propaganda lgbt, immigrazionismo estremo, politically correct(unilaterale) a livelli ridicoli. La gente non capisce.. continua a guardarli. Loro hanno gli incassi, diventano sempre più ricchi e si spingeranno sempre verso indottrinamenti più estremi. è la gente e il mercato a permetterglielo. Se non lo guardasse quasi nessuno(visto che fra l’altro questo tipo di indottrinamento piace a un pubblico relativamente piccolo), diventerebbe un fenomeno “di nicchia”. Non MONDIALE come è adesso. Siamo noi consumatori a creare il mercato che sta intorno a noi purtroppo.

    • Lei, Mario, ha perfettamente ragione! Questo il motivo per cui ho deciso di boicottare Sony. Sono un appassionato del mondo video ludico, (videogiochi), ho posseduto tutte le Playstation ma, dopo The Last of Us II, un gioco sviluppato da Naughty Dog con i fondi Sony, non comprerò mai più i loro prodotti. Questa ennesima rivisitazione, che considero blasfema, di un capolavoro del passato, è la conferma che vogliono plasmare i ragazzi con la loro ideologia delirante. Il gioco che ho citato è un PEGI 18, quindi destinato ai maggiorenni, ma loro sanno benissimo che finirà in mano agli adolescenti. Ha vinto molteplici premi come gioco dell’anno, incensato da tutti i siti di settore e dalla totalità dell’industria. Al netto della giocabilità, eccelsa, la sceneggiatura è indottrinamento puro. Una rappresentazione artefatta del genere femminile, per di più intrisa di violenza gratuita, la perfetta esposizione di quanto queste persone siano rancorose e livorose verso chiunque non la pensa come loro. Non dimentico, neppure, lo screensaver dedicato al Black Lives Matter per PS4, giusto per non farsi mancare nulla! Pure io, come sta facendo lei, mi sto rifugiando nelle memorie passate, letteratura, cinematografia, discografia e ludicità. Purtroppo, non siamo abbastanza, è difficile non spegnere il cervello con questo bombardamento mediatico, siamo accerchiati, per fortuna, per adesso, ci sono ancora delle oasi di libertà come il Primato. Un virile saluto a tutti dalla terra della Buonanima!

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