Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 7 apr – Fedez insieme alla moglie Chiara Ferragni oggi sono gli strenui difensori del Ddl Zan contro l'”omofobia“. Il rapper di Milano è arrivato a prendere di petto il senatore della lega Pillon e a fare una diretta sul suo seguitissimo profilo Instagram proprio col senatore Alessandro Zan, ideatore del disegno di legge. Tuttavia, nemmeno troppo tempo fa, riservò ad un membro della comunità Lgbt, Tiziano Ferro, delle parole non proprio inclusive in una delle sue canzoni. E quando fu chiamato a rispondere della sua ipocrisia, tirò in ballo altre storie.

Fedez lo sponsor del Ddl Zan

Come si cambia per non morire, cantava Fiorella Mannoia, e Fedez ne è l’esempio: da quando sta con la Ferragni è diventato il padre che tutti dovrebbero avere secondo i parametri ideologici del gruppo editoriale L’Espresso e l’emblema dell’anti-mascolinità tossica. Insomma, il perfetto sponsor del Ddl Zan, tanto da diventare la cassa di risonanza per le polemiche contro la Lega e nello specifico contro il senatore Pillon, che si oppongono a tale decreto legge contro l’omofobia. Non solo: Fedez ha anche ospitato una diretta sul proprio profilo Instagram proprio col senatore Alessandro Zan. A tutti gli effetti, dunque, (che lo sappia o meno) si è buttato in politica sotto la bandiera Lgbt. D’altronde, è il marito di quella che chiamò “Fascisti” i picchiatori di Colleferro.

Ma umilò il gay Tiziano Ferro in uno dei suoi pezzi

In pochi ricordano, però, di quando il signor Ferragni non ebbe parole particolarmente inclusive o tolleranti nei confronti di un artista come Tiziano Ferro, che dopo tanti anni di riserbo sulla propria sessualità decise di dichiararsi gay. In una canzone del 2011, Tutto il contrario, Fedez cantava: “Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing, ora so che ha mangiato più wurstel che crauti. Si era presentato in modo strano con Cristicchi, “Ciao sono Tiziano, non è che me lo ficchi?“. Quando Ferro, in una conferenza stampa confessò “tra le righe” di essere offeso da queste rime pecorecce, il saputello Fedez, col solito tono da primo della classe, replicò: “Mi fa strano dover rendere conto di una canzone che ho scritto dieci anni fa (…) A 19 anni si è delle persone completamente diverse e ci si esprime con termini e toni completamente diversi”, dicendo appunto che nella sua canzone diceva “tutto il contrario” dei suoi pensieri.

La “rosicata” di Fedez di fronte al silenzio di Ferro

Quando Tiziano Ferro non replicò alla ulteriore risposta di Fedez, il signor Ferragni andò – a modo suo – su tutte le furie, accusando il cantante di Latina di non essere offeso per la battuta omofoba del 2011, ma per un’altra relativa alla sue vicissitudini col fisco italiano. Ma Tiziano Ferro è libero di offendersi per ciò che meglio crede. Usando la prassi “intimista” dello scontro politico ben compresa da personaggi come Fedez e la moglie, una persona può anche sentirsi offesa anni dopo perché nel frattempo ha sviluppato una maggiore sensibilità. Secondo questi parametri petalosi, Fedez avrebbe dovuto chiedere scusa per la battutaccia su un collega gay ben prima che venisse fuori in una conferenza stampa anni dopo. Da uno che ora fa le dirette con il “padre” del Ddl Zan ci si sarebbe aspettato questo comportamento. Duole ammettere, invece, che se la battuta “omofoba” di Fedez non fosse riemersa grazie a Tiziano Ferro, tutto sarebbe passato in sordina. E con essa la gigante ipocrisia di questa scuderia di personaggi, di “artisti” e fenomeni social che difende una legge che non comprende o che interpreta molto male. Questi vip, come Fedez e consorte, sono molto lesti a puntare il dito e a pretendere scuse o cancellazioni quando gli errori di gioventù sono di altri. E’ bene contrastare con ogni piccola osservazione le ipocrisie di questo circo mediatico che si è raccolto attorno al Ddl Zan. Sebbene sembrino facezie,  è grazie a questi vippucci che entrano ogni giorno – via social o salotto di Barbara d’Urso – nelle case degli italiani che si crea l’esigenza per lo più mediatica attorno ad una emergenza che non esiste. E questa è una risposta politica.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. Per fortuna musica, arte, letteratura e cultura sono altra cosa rispetto alla pochezza di certi individui.
    Per fortuna, mi hanno insegnato ad essere re con i re, umile con gli umili, ma mai stolto con gli stolti.
    Ergo, certi pseudo individui, millantatatori di crediti inesigibili, vanno semplicemente non presi in considerazione e completamente ignorati. A cominciare dalla loro pseudo arte per finire con la loro totale deficienza (da intenderersi in senso etimologico del termine)

  2. un cesso sfigato murales che manifesta la sua ignoranza in maniera pallida squallida proterva

Commenta