Milano, 23 mag – Fiorella Mannoia, pentastelle pentita, che dichiarava “Luigi Di Maio è il mio Presidente” dai suoi social,  torna mestamente a casa, ovvero a sinistra. E lo fa dando il suo supporto a Nicola Zingaretti – senza, però, voler passare da “traditrice”.

La canzone “in dono” a Zingaretti

Per farsi perdonare del suo momentary lapse of reason (per dirla a là Pink Floyd) la Mannoia ha umilmente donato il suo pezzo Il prezzo del coraggio a Nicola Zingaretti per la campagna elettorale del Partito Democratico. E il segretario del Partito Democratico sentitamente ringrazia: “Grazie a Fiorella Mannoia che ha dedicato un brano e ha dato la sua voce inconfondibile alla nostra sfida per cambiare, insieme”. Armi deposte, insomma, visto che ai tempi di Matteo Renzi la Mannoia s’è lasciata sfuggire più di qualche tweet al vetriolo.

“Da sinistra saccenza intollerante”


La Mannoia, l’interprete cara alla gauche caviar italiana, però, mette le mani avanti, e si ripulisce la coscienza da ex grillina ancor prima che qualcuno gliene possa rendere conto. Scrive, infatti, sulla sua pagina Facebook: “Aspetto ancora le scuse da una Sinistra che ha indotto tanti come me a dirottare, anche sbagliando, la propria speranza da un’altra parte”. Non solo, insiste la Mannoia: “Quando la mia Sinistra, quella che ho sempre votato da quando ne ho diritto dai PCI, PDS, DS, L’ULIVO, PD e tutte quelle altre diavolerie di nomi che gli hanno affibbiato nel corso di questi decenni, chiederà scusa a me e una larga percentuale di gente che ha votato da un’altra parte perché si e’ sentita tradita, solo allora chiederò scusa anche io. Chiedetevi dove sono andati a finire tutti i voti persi e perché. A volte tanta gente di “Sinistra” con la loro intolleranza e saccenza, si comporta come la peggiore destra. Ma sì, andiamo avanti cosi’, facciamoci del male”. Insomma, il ritorno di Fiorella sa un po’ del rincasare a casa della moglie che è stata con l’amante e, non paga, incolpa il marito della scappatella.

Ilaria Paoletti

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