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Torino, 8 gen – La diciassettesima giornata di Seria A ha proposto un interessante derby d’Italia tra la Juventus di Allegri, prima in classifica ma reduce dalla sconfitta ai rigori in Supercoppa italiana, e l’Inter di Mancini, rinnovata dal tecnico di Jesi in quanto a sistema di gioco e mentalità. La partita, finita in parità, nasconde la grossa differenza in classifica tra le due squadre e lascia buone sensazioni per i nerazzurri: il nuovo corso sembra già dare i primi frutti, sotto l’aspetto dei risultati e del gioco. L’Inter infatti dimostra una buona organizzazione attraverso la quale riesce a limitare le importanti qualità della Juventus.

L’Inter si schiera con un 4-3-2-1 in fase di possesso e un 4-4-2 in fase di non possesso, con Hernanes che si abbassa a sinistra sulla linea dei centrocampisti e con le due linee a quattro molto strette.

La Juventus si è opposta invece con il suo ormai consolidato 4-3-1-2 che, in fase di impostazione, prevede spesso un movimento ad allargarsi dei due interni di centrocampo, Pogba e Marchisio, con il primo che molto più spesso partecipa alla fase offensiva, mentre il secondo lavora più per garantire equilibrio alla squadra.

I primi tre minuti di gara mettono subito in risalto un doppio leitmotiv dell’incontro: errori di tattica individuale e collettiva da parte del reparto arretrato nerazzurro e grande aggressività da parte dei nerazzurri una volta persa palla in zona d’attacco. Per quanto riguarda il primo aspetto, il riferimento è alla prima palla gol della partita con il tiro da dentro l’area di rigore di Marchisio: Juan Jesus, centrale di difesa, abbandona la sua zona e si fa trascinare sull’esterno, creando un ampio corridoio centrale che non viene ben coperto da Medel.

errore tattica inter

Per quanto riguarda il secondo aspetto, dopo aver perso palla a seguito di una combinazione nella trequarti offensiva tra D’Ambrosio e Hernanes, l’Inter porta una forte aggressione in zona palla, riuscendo a riconquistare immediatamente il possesso palla.

aggressione zona palla inter

Grazie a questa interpretazione aggressiva della fase di transizione difensiva (nonché della fase di non possesso, caratterizzata da pressing alto), e nonostante i troppi errori in fase di impostazione, l’Inter riesce a pareggiare con la Juventus anche circa i dati sul possesso palla, il numero di passaggi completati, il numero di passaggi nella trequarti offensiva.

Al quarto minuto di gioco la Juventus trova il vantaggio: sul fronte d’attacco destro dei bianconeri, il reparto difensivo interista replica l’errore già descritto in precedenza, lasciando troppo spazio per l’inserimento di Vidal, dai cui piedi nascerà l’assist per il gol di Tevez.

errore tattica inter.png

Dopo i primi minuti in cui la Juventus è stata capace di creare grossi pericoli ai rivali, sono usciti fuori i nerazzurri attraverso un buon possesso palla ma soprattutto un’ottima occupazione dello spazio durante la fase d’attacco, occupazione dello spazio che ha permesso più volte un pressing ultra-offensivo efficace: ventidue i palloni recuperati dall’Inter nella metà campo avversaria, contro i quattordici della Juventus.

In questa fase di predominio nerazzurro, che dura circa un quarto d’ora, l’occasione più importante viene creata sull’asse Hernanes-D’Ambrosio, entrambi molto positivi: il brasiliano salta con un doppiopasso Pogba e poi premia sulla corsa D’Ambrosio. L’italiano non riuscirà a servire Icardi e l’azione sfumerà anche grazie a un ottimo ripiegamento difensivo dei bianconeri.

hernanes

Sarà un errore in fase di impostazione di Ranocchia a porre fine al momento favorevole dell’Inter: la Juventus in quest’occasione ha recuperato palla ed è andata alla conclusione da fuori area con Vidal, salvata da un intervento strepitoso di Handanovic. Nonostante l’errore sia in parte individuale, va notato come nessun giocatore interista prova a dettare la giocata al proprio capitano attraverso movimento e smarcamenti e come la Juventus sia brava a chiudere tutte le linee di passaggio: questa situazione si ripeterà in altre occasioni, a dimostrazione di come Mancini debba ancora lavorare molto su questi aspetti.

errore fase impostazione

Questo tipo di situazioni hanno evidenziato un altro aspetto: la squadra di Allegri ha dimostrato di essere efficace anche dopo aver recuperato palla in zona medio-alta del campo grazie a ripartenze rapide e ben organizzate. Soprattutto nel primo tempo, i bianconeri sono riusciti ad alternare efficacemente un buon possesso palla a veloci transizioni positive creando molte palle gol.

La prima parte del secondo tempo vede le due squadre affrontarsi alla pari. Il risultato torna in parità sugli sviluppi di un rinvio dal fondo di Buffon: l’errore di intesa tra Pogba e Tevez, il posizionamento sbagliato della squadra e l’uscita poco funzionale di Buffon concedono a Icardi l’ennesimo gol contro la Juventus.

Dopo il gol la Juventus prova a reagire per portare a casa il bottino pieno (punizione pericolosa di Pirlo e ammonizione ingiusta per simulazione a Morata, fermato al limite dell’area di rigore), ma trova davanti a sé una formazione sempre più consapevole dei propri mezzi, che col passare dei minuti prenderà in mano il pallino del gioco. Da segnalare una ghiotta palla gol creata dalla coppia formata dal neo-entrato Podolsky e Icardi: in pressione su Bonucci i due riescono a recuperare palla per poi presentarsi davanti a Buffon. Su traversone del tedesco, il giovane argentino non riesce a trovare la deviazione vincente. Da notare che, con l’ingresso del neo-acquisto proveniente dall’Arsenal, l’Inter ha modificato leggermente il suo assetto tattico, passando alle due punte supportate dal trequartista.

Per concludere, se l’Inter ha dimostrato di aver fatto passi da gigante nell’ultimo periodo, soprattutto dal punto di vista del gioco, ogni tipo di critica alla Juventus è sicuramente fuori luogo: le occasioni da gol non sono mancate e per lunghi tratti i bianconeri sono riusciti ad avere in mano il pallino della partita.

 Renato Montagnolo

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