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Roma, 24 apr – Correva l’anno 1935 quando per la prima volta vengono tagliati i nastri di partenza della terza serie calcistica nazionale. La novella Serie C, che vede tra le partecipanti anche l’istriana Grion Pola e l’Unione Sportiva Fiumana, è composta da quattro raggruppamenti che a fine stagione premiano gli sforzi di Catanzarese, Cremonese, Spezia e Venezia.

Una sostanziale riforma – nei primi anni registriamo solo qualche cambiamento formale – è datata 1952 con l’unificazione a girone unico. Obiettivo facilitare la trasformazione del campionato in una serie integralmente professionistica. La formula “divisa” torna comunque nel 1958 e, nonostante continui ritocchi, resta in vigore per vent’anni. E’ nel 1978 che nascono le storiche Serie C1 e Serie C2. Riformate successivamente (1993) con l’introduzione dell’appendice a spareggio e della sperimentazione dei tre punti a vittoria, in seguito rinominate (2008) in Prima Divisione e Seconda Divisione. Infinte unificate nel 2014 con l’appellativo di “Serie C – Lega Pro”.

Il calcio che fa bene all’Italia

L’attuale formato conta quindi 59 squadre suddivise in 3 gironi all’italiana, quasi 60 comuni interessati, 17 regioni rappresentate. Secondo uno studio reso noto dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del gennaio 2020 la Serie C, prima delle vicissitudini economiche legate al Covid-19, viene descritta come promotore sociale generante valore per 580 milioni di euro annui. Ogni euro investito ne produce(va) quasi il triplo. Fondamentale in questo senso la prossimità territoriale dei club con i propri tesserati, soprattutto a livello giovanile.

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A una manciata di giornate dal termine i giochi sono pressoché tutti ancora aperti, soprattutto per quanto riguarda il discorso promozioni. Nel girone A abbiamo il testa a testa tra Como e Alessandria, con la Pro Vercelli terza incomoda ma staccata dal treno della promozione diretta. Nel B lo scontro al vertice è circoscritto a Perugia, Padova e Südtirol, unica squadra professionistica del Trentino-Alto Adige. Diversa la situazione al centro-Sud dove la Ternana dei record ha chiuso ogni contesa con larghissimo anticipo.

Play off serie C: un’estenuante maratona

Oltre alle Fere umbre e alle restanti prime dei rispettivi gironi, la quarta promossa in cadetteria verrà decisa dagli ormai consueti play-off, che scatteranno il 9 maggio per terminare il 13 giugno. Il tutto sarà diviso in tre parti: quella del girone, poi una fase nazionale che darà diritto a 4 squadre di giocarsi le finali.

Nel calderone troveremo 28 squadre: dalla seconda alla decima di ogni raggruppamento, più l’undicesima del gruppo in cui si trova la migliore quarta. Vuoi per garantire un finale di campionato più agguerrito, vuoi per assicurare lo spettacolo anche negli spareggi, la Serie C per i play off ha partorito nuovamente un regolamento estremamente complesso. Per chi parteciperà fin dal primo turno (relativo al proprio girone) arrivare in fondo vorrebbe dire giocare 10 partite, per le seconde – ultime ad entrare in competizione – invece i dubbi sono sullo stop di due settimane, che potrebbe influire negativamente sulle gambe e sulla testa dei giocatori.

Durante il primo turno i passaggi saranno due. Ci si affronterà in gare di sola andata – al domicilio della migliore classificata – tra quinta contro decima, sesta contro nona e settima contro ottava. Le 9 vincenti accederanno alla seconda eliminatoria (composta da 12 squadre) insieme alle due peggiori quarte e alla quinta del girone in cui è presente la miglior quarta. Sono quindi altri due abbinamenti per ciascun girone, da giocarsi in gara secca nei canonici 90 minuti.

Fase nazionale e Final four

Alla fase nazionale – doppio turno con gare di andata e di ritorno, abbinamenti stabiliti per sorteggio e presenza di teste di serie che si qualificheranno in caso di parità nei 180’ – parteciperanno inizialmente le 6 qualificate dal primo (contorto) round, le tre terze della stagione regolare e la migliore quarta di tutta la Serie C. 5 gare che garantiranno altrettanti pass e alle vincitrici si aggiungeranno le 3 seconde.

La Final four, da giocarsi nel mese di giugno, vedrà semifinali e finale, sempre con la rodata formula andata/ritorno, ma con l’aggiunta di eventuali tempi supplementari e, ove ce ne fosse bisogno, dei calci di rigore. Da quest’ultimo poker di pretendenti uscirà quindi l’ultima promossa in Serie B: una su… ventotto ce la fa, ma quanto è dura la salita.

Marco Battistini

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2 Commenti

  1. Inutile lamentarsi della Super lega Europea, se i dirigenti nostrani, e quelli mondiali, (basti vedere la nuova Champions League con le partite sorteggiate!), partoriscono simili regolamenti, al limite del cervellotico. Quando ci saranno le ultime 4, le semifinaliste, getterò uno sguardo come faccio ogni anno.

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