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Latina, 24 apr – Latina, un tempo Littoria, è una delle” “Città di fondazione” fascista del Lazio e questo il sindaco Damiano Coletta non lo dimentica. Tra le cittadinanze onorarie del borgo pontino c’è quella data a Benito Mussolini. E sebbene in molti chiedano al primo cittadino di rimuoverla, lui non ne ha l’intenzione: “Non si cancella la storia“.



Coletta (sindaco Latina): “Mussolini parte della nostra storia”

Il sindaco di Latina Damiano Coletta, medico ed ex calciatore proprio del Latina, mette le cose in chiaro: “Ho cambiato nome a parco intitolato ad Arnaldo Mussolini, diventato Falcone-Borsellino, perché non mi sembrava rappresentativo della storia della città”. “La cittadinanza onoraria di Mussolini fa parte di una storia passata che in qualche maniera appartiene alla città, allo stesso tempo abbiamo conferito la stessa onorificenza a Liliana Segre e a Sami Modiano come segno di sensibilità, esprimendo la presa di distanza da quelle pagine le comunità sente di dover esprimere”, dichiara Damiano Coletta  all’Adnkronos il mantenimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

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“Ognuno prenda le distanze che crede”

“Nella mia esperienza amministrativa ho cambiato un nome di un parco, quello intitolato ad Arnaldo Mussolini, diventato Falcone-Borsellino, perché non mi sembrava rappresentativo della storia della città – aggiunge – al di là del fatto che le intitolazioni a coloro che hanno fatto parte del periodo del fascismo siano contro la legge. In quel caso ho fatto una scelta in virtù di una situazione che era incoerente con il contesto. La cittadinanza a Mussolini l’ho lasciata per non cancellare la storia, poi ognuno prende le distanze che deve”.

Ilaria Paoletti

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