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Londra, 3 set – In Inghilterra farsi il vaccino anti-Covid non è un atto dovuto. Al contrario dell’Italia, dove il governo Draghi vuole imporre l’obbligo vaccinale. E se il vaccino non è dovuto, in Inghilterra non lo è a maggior ragione nello sport, e in particolare nel calcio. Stando a un sondaggio visionato e reso noto dal Daily Telegraph, infatti, ben un calciatore su tre non ha alcuna intenzione di immunizzarsi.



Il vaccino in Inghilterra

Il campione preso in esame riguarda l’English Football League, una lega che comprende 72 società che militano nei campionati di Championship, League One e League Two. Si tratta, in pratica, delle leghe equivalenti della Serie B e C italiana. Secondo i dati, solo il 70 per cento dei tesserati ha dato il proprio assenso alla vaccinazione e ha fatto almeno la prima dose. Gli altri, al contrario, sono ancora titubanti, oppure hanno direttamente rifiutato di immunizzarsi. In sostanza, il dato calcistico riflette quello nazionale: in Inghilterra, infatti, nella fascia d’età tra i 18 e 29 anni, solo il 70% ha accettato di sottoporsi all’inoculazione del vaccino anti-Covid.

Chi sono i calciatori «no vax»

Come detto, il sondaggio riguarda le serie professionistiche minori. Ma anche in Premier League, l’equivalente della nostra Serie A, non mancano casi di resistenza al vaccino. Tra questi c’è senz’altro Granit Xhaka, regista dell’Arsenal e della Nazionale svizzera, che in estate era stato dato vicino alla Roma di José Mourinho. Proprio ieri, in ritiro con la compagine elvetica, Xhaka è risultato positivo al Covid, tanto da beccarsi la qualifica di «no vax». Anche Fabian Delph, centrocampista in forza all’Everton, ha espresso sui social tutto il suo scetticismo: «Non è una teoria del complotto credere che il sistema immunitario sia in grado di fare ciò per cui è stato creato».

Vittoria Fiore

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