Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 23 giu — Questo mese del Pride sembra sia iniziato da 15 anni (e che non debba più finire): sempre per la serie «Lgbt minoranza oppressa», ieri le società calcistiche Juventus e Barcellona hanno deciso di diffondere i propri loghi in versione arcobaleno in sostegno alla causa, che ormai è tenuta più in considerazione della fame nel mondo. Fame nel mondo per cui, va detto, raramente le squadre di calcio multimilionarie spendono qualche parola. E, del resto, a nessuno mai è venuto in mente di tappezzare uno stadio di messaggi contro la povertà.



Juventus e Barcellona danno sfoggio di buonismo

«Everybody loves football», ovvero «Tutti amano il calcio» scrive il club bianconero su Twitter, corredando il tweet di un lapalissiano hashtag #DifferencesMakeTheDifference (le differenze fanno la differenza). Il messaggio non è stato ben accolto dalla tifoseria bianconera. Basta scorrere i commenti di risposta, per la quasi totalità negativi, a condanna dell’iniziativa: serpeggiano tanta delusione e insofferenza tra i follower della Juventus, che chiedono più calcio e meno ideologia. Segno che non tutti, per ora, si fanno lobotomizzare dal messianismo Lgbt. Prima della Juventus è stato il Barcellona a dare il «la» all’ostentazione di buonismo su Twitter a sostegno dei diritti degli omosessuali. Sotto la scritta in catalano «Orgull y respecte» la società calcistica ha postato lo stemma della squadra sullo sfondo di una bandiera arcobaleno.

Black Brain

Il no della Uefa all’Allianz arcobaleno

All’origine delle iniziative di uventus e Barcellona vi sarebbe la decisione della Uefa di negare il permesso di illuminare l’esterno dell’Allianz Arena con i colori dell’arcobaleno in occasione della partita di mercoledì Germania-Ungheria. Il tutto per far dispetto all’Ungheria di Orban, «rea» di aver approvato una legge in cui si vieta la «promozione» dell’omosessualità e della pornografia ai minori. Ebbene, la Uefa ha annunciato ieri che vieterà l’illuminazione arcobaleno dell’Allianz arena al fine di mantenere una posizione neutrale per quanto riguarda le questioni politiche e ideologiche. Per tutta risposta, l’amministrazione di Monaco ha annunciato che esporrà bandiere arcobaleno in altre parti della città, indipendentemente dalla decisione finale della Federazione.
«Il calcio non può permettere di essere usato per scopi politici». Questa la dichiarazione del presidente della Uefa Aleksander Ceferin alla stampa tedesca. «Con tutto il cuore supporto e celebro Neuer che indossa la fascia arcobaleno. E con tutto il cuore sono a favore di uno stadio illuminato coi colori dell’arcobaleno in altre occasioni, come propone la Uefa. Quando non sia per scopi politici». Meno male che a rimediare al torto ci hanno pensato Juventus e Barcellona, saltando al volo sul carrozzone in corsa del Pride. Che a differenza del proverbiale autobus, passa infinite volte, e c’è posto per tutti. Soprattutto per chi ha una barca di soldi.
Cristina Gauri
Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Comincio a pensare che “forse” c’è anche altro.
    Piccola premessa personale a solo scopo di esempio. A sette anni, giunto in Italia perché figlio di immigrati italiani provvisori ritornati (categoria in forte aumento oggi), diventai juventino fondamentalmente per una ragione cromatica. Il b/n mi attraeva così pure il blu/rosso (Bo), ma quest’ ultimo un po’ di meno. Eppure cominciavo a vivere a Mi, mio padre era un interista e mia madre, non tradendo le origini paterne, era per il Napoli. Questo a significare che molto probabilmente si sta facendo leva, per ottenere più consenso, su un certo infantilismo cromatico. Come non gliene fregava nulla e quindi strumentalizzavano i proletari (che hanno solo da porre davanti la prole), così fanno per gli Lgbt (che “impotenti” per cause non ricercate e nascoste pongono davanti il solo sesso). Che la contino giusta e per intero!!

Commenta