Roma, 8 ago – “Ora come ora direi: vado comunque. Ma non è così scontato. Senza patria, senza inno… È troppo strano, troppo assurdo”. Federica Pellegrini è amareggiata. A tal punto da essere disposta a rinunciare a Tokyo 2020, a quella che sarebbe la sua quinta e ultima Olimpiade. La regina del nuoto italiano in una intervista al Corriere della Sera è entrata nel merito della polemica tra Cio e governo italiano, con il Comitato olimpico internazionale che ha minacciato di non far partecipare l’Italia come nazione ai prossimi Giochi olimpici. Gli atleti italiani rischiano di non poter partecipare agli sport di squadra, mentre per le prove individuali andrebbero solo sotto l’egida del Cio come Ioa (Indipendent olympic athlets) senza bandiera, Inno di Mameli, nulla.


“Voglio gareggiare sotto il Tricolore”

Questo a causa della nuova legge delega sullo sport approvata dal governo, che secondo il Cio “intaccherebbe chiaramente l’autonomia del Coni”. Tra le misure drastiche che il Comitato olimpico internazionale potrebbe adottare anche il decadimento dell’assegnazione Milano-Cortina per i Giochi Olimpici invernali del 2026. Insomma una questione politica in cui Federica Pellegrini non è voluta entrare direttamente (ha più volte specificato “non sono una politica”), ma per la quale ha espresso la preoccupazione di tutti gli atleti italiani. “Spero che si raggiunga in fretta un punto d’incontro tra le parti. La volontà di noi atleti italiani è gareggiare all’Olimpiade di Tokyo 2020, la massima espressione dello sport, per il nostro Paese. Quindi sotto il tricolore”.

“Lo sport ci fa sentire più uniti e italiani”

Per la recente campionessa mondiale dei 200 m stile libero “È tutto abbastanza assurdo. Spero nel buonsenso delle parti in causa. Se c’è una cosa che funziona in Italia è lo sport: bisogna ricordarselo. Se ci sentiamo più italiani e più uniti è anche grazie alle nostre imprese. Io a Tokyo ci voglio andare con la bandiera sulle spalle”. La Pellegrini si dice “destabilizzata. Io non ci credo che possa succedere, è impossibile. Ho letto che nella peggiore delle ipotesi gli atleti singoli potranno partecipare sotto la bandiera del Cio ma le squadre no. Non riesco nemmeno a immaginare cosa possano pensare Sandro Campagna e gli azzurri del Settebello, oro mondiale a Gwangju, in questo momento”.

Davide Di Stefano

2 Commenti

  1. Come si permette un comitato sportivo a vietare ad un paese il suo inno e la sua bandiera? I dirigenti di questo comitato andrebbero denunciati al tribunale dei diritti dell’ uomo dato che un diritto dell’ uomo è quello di appartenere ad una società e ad una nazione.Non ci sarebbe da stupirsi se prendono ordini dai poteri occulti che creano a costo zero ed in forma privata il denaro che usiamo.Questi vogliono sfasciare le identità dei paesi , delle famiglie tradizionali, delle religioni e anche le identità sessuali per avere gente senza identità da controllare sin dalla nascita e per impossessarsi senza proteste delle ricchezze pubbliche e private rimaste.Che siano dei burattini lo dimostra anche l’esclusione della Russia nel passato con la scusa del doping che in realtà era fatto per isolare la Russia solo perchè non è d’accordo nel sottostare ai plutocrati stranieri

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