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Pisa, 8 ago – Voleva solo sedare una rissa tra immigrati marocchini prima che degenerasse in tragedia. L’intento era calmare gli animi dei due contendenti che si stavano picchiando nei pressi di un giardinetto pubblico a Ponte a Egola e ridurre tutti a più miti consigli, ma i due lo hanno ringraziato con una coltellata in pancia. La lezione che ha imparato Nicola Lanfri, 53 anni, di Ponte a Egola, è che a volte conviene di farsi i fatti propri o per lo meno fare intervenire chi è del mestiere. «Mi sono comportato come, credo, avrebbe dovuto fare chiunque, con senso di responsabilità – ha raccontato a La Nazione –. Ho fatto la stessa cosa che ci viene spontanea quando, in macchina, troviamo un incidente o qualcuno si sente male sulla strada. Ci si ferma, si chiede cos’è successo e si guarda cosa si può fare, nell’attesa che arrivino i soccorsi. Così sono state salvate anche vite».

Lite furibonda

Lanfri spiega che i due «Si stavano picchiando ferocemente. Urlavano come persone fuori di testa, non so cosa si dicessero e quindi non so per cosa litigassero. Ma la situazione era incandescente». Li descrive come «due ragazzi di trentanni, di nazionalità marocchina che vivono qui a Ponte a Egola. C’avevo parlato varie volte e loro sanno bene chi sono. A quel punto mi è venuto spontaneo andare da loro per riportare la calma. Mi sono avvicinando dicendo: Ragazzi, ma che fate? State calmi e fatela finita!’. Uno di loro però ha estratto un coltello di quelli a serramanico e mi ha colpito all’addome». Chiusa discussione. La vittima riferisce poi di essere «sbiancato, finendo a terra, in un lago di sangue. Loro, invece, hanno smesso di litigare e in un baleno si sono dileguati. Ho avuto tantissima paura e davvero ho pensato che per me fosse finita. Poi sono riuscito a rialzarmi continuando a perdere sangue, ho raggiunto il bar Poppi dove sonno stato soccorso. E’ arrivata l’ambulanza inviata dal 118 e sono intervenuti i carabinieri». I due sono stato identificati e sono in corso indagini. Per quanto riguarda Lanfri, «Mi è andata bene. Al pronto soccorso di Empoli mi hanno medicato, messo sei punti e dato otto giorni di prognosi. I medici hanno detto che se la lama fosse stata affondata di un altro centimetro sarebbero stati lesi gli organi vitali».

Cristina Gauri

5 Commenti

  1. Il sig.Lanfri ha fatto il suo dovere , cosa che oggi caratterizza una persona come eroe.
    Sono le istituzioni che non faranno il loro dovere, perché anche nel caso in cui dovessero dargli il massimo della pena per tentato omicidio, non sarebbe, comunque abbastanza per punire un animale del genere!

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