Berlino, 22 nov – In Germania la situazione pandemica si sta facendo sempre più incandescente. A confermarlo sono in particolare le parole in libertà di Jens Spahn, il ministro della Salute: «Alla fine dell’inverno, quasi tutti i tedeschi saranno vaccinati, guariti o morti». Mancava solo la dichiarazione di guerra alla Polonia per rendere il tutto ancora più ridicolo. Scherzi a parte, a Berlino si respira un’aria molto tesa e sono allo studio diverse norme per «costringere alla libera scelta» quel buon 30 per cento di tedeschi che finora non hanno aderito alla campagna vaccinale. In attesa che la Merkel emuli Draghi e Macron, c’è già chi si è portato avanti. Stiamo parlando della società calcistica del Bayern Monaco, che ha deciso di sospendere lo stipendio ai suoi giocatori che non intendono farsi il vaccino.



Giro di vite in salsa bavarese

La notizia è stata divulgata dalla Bild am Sonntag. Il quotidiano tedesco ha riferito che giovedì scorso la dirigenza del Bayern ha chiamato a rapporto i cinque calciatori renitenti al vaccino presenti in rosa. Si tratta, nello specifico, di Joshua Kimmich, Serge Gnabry, Jamal Musiala, Eric Maxim Choupo-Moting e Michael Cuisance. I caporioni dei campioni di Germania (il presidente Herbert Hainer, l’ad Oliver Kahn, il ds Hasan Salihamidžić e il direttore finanziario Jan-Christian Dreesen) hanno avvertito i cinque dissidenti che hanno due possibilità: vaccinarsi oppure, in caso di quarantena, rinunciare allo stipendio.

La politica del Bayern sul vaccino

In realtà, i cinque calciatori del Bayern erano convinti che la dirigenza li avesse convocati per la solita paternale sull’opportunità di farsi il vaccino. E invece è arrivata la doccia fredda. Tutti gli occhi sono puntati in particolare su Kimmich, una delle stelle della squadra, che guadagna la bellezza di 20 milioni l’anno. La sospensione dello stipendio, per lui, significa la perdita di 384mila euro a settimana. Contrario al vaccino, il centrocampista del Bayern è finito per la seconda volta in quarantena per essere entrato in contatto con un positivo (la prima volta era stato costretto ai box a causa del compagno di squadra Niklas Süle).

Le pressioni della Merkel

Kimmich ha più volte espresso i propri i timori per gli effetti a lungo termine del vaccino, su cui non sono ancora disponibili studi attendibili. Data la sua esposizione mediatica, sono persino arrivate le pressioni di Angela Merkel in persona: «Non mancano certo fondati motivi per i suoi dubbi e perplessità. Ma forse potrebbe rivedere la sua posizione. Del resto, ha la fama di essere un calciatore molto coscienzioso», aveva dichiarato il cancelliere tedesco alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung. Finora però, nonostante tutte le pressioni (anche ai massimi livelli), Kimmich non sembra intenzionato a cedere.

Gabriele Costa

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3 Commenti

  1. La Cabala sionista si appresta a dominarci tutti e a controllarci da remoto. Chi l’ha capito, e non ride, si metta in salvo.

  2. Hanno ragione: i più grandi squadroni stanno in piedi con i soldi delle banche tra i quali ci sono i “soldini” anche nostri dirottati forzatamente alle Big Pharma. B.P. ti paga e tu devi vaccinarti, Chiaro?
    Tra l’ altro è notizia di ieri che gli utili delle due Big B.P., produttori del farmaco genetico di “moda”, finiscono in Delaware e CH (dove si chiedevano come mai andava il Moderna a tutto spiano e hanno poi, tardi, capito); come e dove verranno reinvestiti?! Non è certo dato e diritto a sapersi.

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