Roma, 10 gen – Una tegola per la Juventus, un grosso guaio per la Nazionale italiana in vista degli spareggi Mondiale. Stamani è arrivata infatti la conferma di quanto purtroppo si sospettava: lesione al crociato anteriore del ginocchio sinistra per Federico Chiesa, necessario l’intervento chirurgico. Tradotto: gravissimo infortunio e stagione finita per l’esterno bianconero. “Nel corso della partita di ieri – si legge nel comunicato della Juventus – Federico Chiesa ha riportato un trauma contusivo distorsivo del ginocchio sinistro. Gli accertamenti diagnostici eseguiti questa mattina hanno evidenziato la lesione del legamento crociato anteriore. Sarà necessario intervenire chirurgicamente nei prossimi giorni”.

Giocare da Italia, prendersi il Mondiale. Anche per Chiesa

Diversi mesi senza poter scendere in campo, dunque niente playoff a marzo, decisivi per strappare il biglietto per i mondiali di dicembre in Qatar. Chiesa non ci sarà nella prima sfida contro la Macedonia e neppure in quella decisiva contro Portogallo o Turchia. L’Italia perde una delle sue stelle, il calciatore in questo momento più determinante. Un brutto scherzo della dea bendata, che ha deciso così di metterci ancora una volta i bastoni tra le ruote. Eppure è proprio adesso che l’Italia deve fare l’Italia, mostrandosi più cattiva della malasorte, più forte delle avversità, più audace e imperiosa che mai.

Chi in campo scenderà è chiamato a combattere anche per Federico Chiesa, uomo chiave della vittoria agli Europei, trascinatore di una squadra da battaglia che ha messo a tacere gli sbruffoni d’oltremanica e impartito lezioni di calcio a tutti. Certo, adesso sentirete piagnistei e piagnucolii, strombazzate disfattiste degli iettatori d’ogni risma. Sentirete previsioni nefaste e sconforto, come se l’Italia fosse condannata alla sconfitta. Disinnescare subito queste voci, piantarla immediatamente con l’avvilente sceneggiata mediatica da menagramo a tempo perso. Ora più che mai è necessario alzare la testa, per non gettare addosso alla Nazionale il peso del morale a terra. Prendersi il Mondiale, senza Chiesa, anche per Chiesa.

Alessandro Della Guglia

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