Roma, 10 gen – Aumenta la tensione sulla scuola tra governo e regione Campania: è scontro con De Luca che non fa rientrare gli studenti in classe, impugnata l’ordinanza dello “sceriffo” dem. Stamane l’avvocatura distrettuale dello Stato, nella sede di Napoli, ha presentato per conto della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri dell’Istruzione e della Salute l’annunciato ricorso presso il Tar della Campania contro l’ordinanza emessa dal governatore Vincenzo De Luca.

Scuola, scontro governo-De Luca: impugnata l’ordinanza dello “sceriffo” dem

Il presidente della Regione Campania ha rinviato il ritorno in classe in tutte le scuole in presenza al 29 gennaio per via dei contagi. Il ricorso presentato dal governo chiede la sospensione dell’ordinanza regionale e si va ad affiancare a quello già depositato dai legali napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. Dal canto suo, la Regione Campania ha depositato, come richiesto dallo stesso tribunale, entro e non oltre le 11 di oggi, “atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell’ordinanza”.

Le ragioni dello “sceriffo” dem che impone la Dad agli studenti campani

A sentire gli avvocati della regione guidata da De Luca, nel report numero 86 della cabina di regia nazionale ci sarebbe un passaggio a supporto della liceità dell’ordinanza. Il documento in questione delinea uno scenario, per la Campania, “della massima gravità“, con la previsione a partire dal 7 gennaio, per le ospedalizzazioni, di una saturazione dei posti letto in 30 giorni “in assenza di immediate e drastiche misure”. Tanto è bastato a De Luca per scavalcare il governo centrale e imporre la didattica a distanza per le scuole di ogni ordine e grado.

La Regione Campania inoltre allega il dato sulla percentuale di vaccinati nella popolazione scolastica, che al momento nella scuola primaria e secondaria di primo grado resta molto bassa. Ancora, obietta la Regione guidata da De Luca, 300 dirigenti scolastici hanno già comunicato che per loro non è possibile applicare nei rispettivi istituti quanto previsto dal decreto del 7 gennaio scorso. Idem le Asl, che – ricorda la Regione al Tar – che dichiarano di non poter assicurare i servizi previsti e necessari.

Anche l’Associazione Scuole Aperte Campania fa ricorso contro l’ordinanza di De Luca. “Dov’è finito il diritto di questi ragazzi ad istruirsi in un contesto fatto di socialità e inclusione? È innegabilmente prigioniero della follia sanitaria che stiamo vivendo, che insegue continuamente l’irraggiungibile contagio 0“, si chiede l’associazione.

“Scuola, governo impugnerà le ordinanze inopportune”

Dal canto suo, il governo centrale ribadisce che non permetterà che le Regioni procedano in ordine sparso. “La norma consente la chiusura delle scuole in determinati territori circoscritti qualora la situazione lo preveda. Qualora la situazione non lo preveda, a differenza dell’anno scorso, questo governo impugnerà le ordinanze laddove non le ritenga opportune“. Lo spiega il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso.

Bianchi: “Rientrata a scuola la maggior parte di studenti e professori”

A smentire i timori di un ritorno in classe nel caos è il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. A scuola è “rientrata la maggior parte degli studenti e dei professori. I docenti sospesi perché no vax sono un numero limitato, sono sotto l’1%“, chiarisce Bianchi. Lo stesso vale per il personale Ata, aggiunge. “I dati degli assenti per malattia per ora sono molto contenuti e in linea con gli anni passati. A gennaio c’è il picco delle assenze. Noi per far fronte a questo abbiamo rinnovato i contratti per i potenziamenti, i cosiddetti docenti Covid, abbiamo messo 400 milioni”, sottolinea il ministro.

“Non si può tenere tutto aperto tranne la scuola, che è sicura”

La scuola d’altronde è rimasta chiusa per 15 giorni e i contagi sono comunque aumentati: segno che non dipendono dalla trasmissione in classe. “Aveva senso aprire subito la scuola. Non si può giustificare che tutto è aperto e l’unico spazio chiuso è la scuola, che è sicura“, fa presente Bianchi. “Sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo monitorando attentamente la situazione e il dato evidente è che è ripresa la scuola”, conclude.

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