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Non solo Serie A, tutto lo sport è vittima degli errori del governo

by Tommaso Alessandro De Filippo
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sport, calcio

Roma, 8 gen – Abbiamo spesso trattato le confusionarie e dannose scelte del governo italiano in materia di green pass, restrizioni e gestione della campagna vaccinale di massa. A subire gli effetti di tali errori sono stati interi settori economici, che hanno vissuto la drammatica espansione della crisi. Anche il mondo dello sport agonistico e amatoriale è catalogabile tra quelli falcidiati dalle limitazioni e dal caos partorito dal governo.

Caos Serie A e non solo: lo sport danneggiato dal governo

Anche in ragione di ciò, appare doveroso denunciare gli effetti dannosi subiti da un settore fondamentale per la salute e la passione dei cittadini, oltre che per i lavoratori facenti parte di esso. Disciplina principale dell’ambito sportivo è quella calcistica, di cui osserviamo le difficoltà riscontrate nel proseguire regolarmente i campionati, si veda il caos in Serie A. Intere squadre di categorie professionistiche e non sono state limitate dai protocolli imposti nei decreti governativi, falsando così tornei e stagione sportiva.

Eppure, basterebbe prendere esempio da alcune nazioni estere per permettere un proseguimento dei campionati lineare e privo di intoppi. Infatti, in numerosi stati la strada della libertà, della lotta all’allarmismo e il pragmatismo di chi prende decisioni ha permesso chiarezza e salvaguardia dell’economia.

C’era una volta il senso di realtà

In Italia si preferisce invece il consueto clima condito da tensione e assurdità decisionale, anche in merito alla passione degli spettatori. Ad esempio, la scelta di ridurre nuovamente la capienza degli impianti all’aperto al 50% e al chiuso al 35% denota la mancanza di coraggio e rapporto con la realtà.

Inoltre, imporre le fastidiose mascherine FFP2 in ogni impianto sportivo indurrà numerosi spettatori a evitare gli impianti. Una possibilità che indebolirà ulteriormente le casse delle società, in particolare quelle di categorie minori, sempre più vicine al fallimento. Pertanto, sarebbe doveroso porre al centro la libertà e il pragmatismo, auspicando che il settore sportivo possa riprendersi dal complesso momento derivante dalla pandemia. Un auspicio che attualmente sembra irrealizzabile e compromesso dalle scelte caotiche del “governo dei migliori”.

Tommaso Alessandro De Filippo

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