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Roma, 19 apr – Annunciata da poche ore e già al centro di un polverone mediatico. Ma la SuperLega non sta generando una bufera soltanto nel mondo del calcio, è anche la politica a dividersi sulla competizione che a breve dovrebbe vedere la luce secondo le intenzioni dei club fondatori. Abbiamo già spiegato in questo articolo cos’è, come funziona, chi partecipa e quando dovrebbe iniziare. Resta però un interrogativo, al di là di quanto spiegato dagli ideatori di questo torneo europeo. Chi finanzia davvero la SuperLega?

Il sito della SuperLega parla di “3,5 miliardi”…

Sul sito ufficiale della Super League, appena lanciato, si parla di “contributi di solidarietà” destinati a crescere “in linea con i ricavi della lega e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Questi contributi di solidarietà seguiranno un nuovo modello di regolare rendicontazione pubblica in piena trasparenza”. Si legge inoltre che i club che aderiscono al torneo “riceveranno 3,5 miliardi di euro per sostenere i piani di investimento e per assorbire l’impatto della pandemia”.

La JP Morgan conferma: “Finanziamo la SuperLega”

Ma da chi li riceveranno questi 3,5 miliardi? Certezze non ce ne sono, ma un indizio piuttosto emblematico sì. Un portavoce della JP Morgan ha infatti dichiarato che la multinazionale americana con sede a New York, una delle Big Four insieme a Bank of America, Citigroup e Welle Fargo, finanzierà la SuperLega. E quanto ha intenzione di investire una delle banche più grandi del mondo? Esattamente 3,5 miliardi di euro. “Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della Lega”, fa sapere il portavoce di JP Morgan alla Reuters.

Ricordiamo che la JP Morgan dal 2017 è anche una delle più grandi società di gestione patrimoniale al mondo con 2,79 trilioni di dollari in gestione e 30 trilioni di dollari in custodia. Oltre ad essere l’advisor delle principali operazioni finanziarie di Piazza Affari. Adesso la longa manus dei banchieri americani si allunga sul calcio europeo.

Eugenio Palazzini

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