Home » I cambiamenti climatici esistono da millenni, lo sanno anche le mummie

I cambiamenti climatici esistono da millenni, lo sanno anche le mummie

by Andrea Bonazza
1 commento

Roma, 11 apr – Forse mai come in questo periodo si parla tanto di clima e siccità; nonostante infatti il maltempo che negli ultimi giorni ha investito l’Italia, la situazione idrogeologica del nostro Paese è sempre più critica. Fiumi ridotti in secca, boschi che non riescono a riprendere il proprio vigoroso colore primaverile e, dulcis in fundo: Tv e giornali che continuano ad ammonirci sulle nostre responsabilità riguardo il cambiamento climatico. Ma come già in questa rubrica abbiamo riportato più volte con svariati casi; nella storia dell’uomo il clima è sempre mutato, alternando periodi di climi ottimali a anni di grande siccità. Ciò che probabilmente sconvolgerà gli “scienziati” del Friday for Future, della Extinction Rebellion verde e dei paladini della transizione ecologica, però, è che i cambiamenti climatici nei millenni ci sono sempre stati, anche quando la cosidetta finanza fossile ancora non esisteva.

Il cambiamento climatico di duemila anni fa nel legno egiziano

Secondo una dichiarazione rilasciata dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica, un team di ricercatori tra cui François Blondel dell’Università di Ginevra, ha analizzato più di 300 etichette di legno apposte su mummie egiziane durante l’epoca romana. I ricercatori hanno quindi studiato questi antichi legni nel tentativo di comprendere come fosse l’antico clima nella zona del Mediterraneo orientale. Se oggi il granaio d’Europa è per lo più l’Ucraina, all’epoca gran parte del grano consumato nell’Impero Romano era coltivato in Egitto. Le fluttuazioni climatiche nella regione mediorientale avrebbero avuto quindi un’ampia influenza sulla vegetazione egiziana.

Lo studio sul clima antico negli anelli degli alberi

Le etichette che per duemila anni hanno accompagnato le mummie egizie, furono incise dai familiari che su esse riportarono il nome del defunto, i nomi dei genitori della persona, e talvolta un breve messaggio religioso. Esse servivano per identificare la salma sul tavolo da lavoro dell’imbalsamatore. Oggi, però, per i ricercatori le etichette di legno contengono anche molti indizi sul clima del passato, adoperando lo studio degli anelli che indicano la crescita dell’albero. Gli anelli larghi, infatti, indicano una rapida crescita in un anno umido, mentre gli anelli stretti possono essere il risultato della siccità.

Confronto di due immagini di tomografia computerizzata a raggi X da etichette di legno tenero

Conoscere il passato per comprendere meglio il presente

I modelli sovrapposti di anelli di crescita tra diverse specie di alberi, tra i quali pino, cipresso, cedro e ginepro, riflettono possibili fluttuazioni tra anni di siccità e anni di crescita. “Non possiamo ancora assegnare una data precisa agli anelli e agli eventi che registrano”, ha però ammonito lo scienziato svizzero Blondel. Ora il team di scienziati sta proseguendo la ricerca tramite campioni che riescano a consentire una più dettagliata analisi sulla dendrocronologia, metodo che permette di stabilire la datazione di fenomeni meteorologici, giacimenti archeologici, ecc., attraverso lo studio delle correlazioni tra gli accrescimenti annuali di alberi fossili o a vita plurisecolare, e i fattori climatici. Datando al radiocarbonio alcuni campioni, probabilmente riusciremo a studiare meglio il clima di duemila anni fa e, forse, finalmente arriveremo a comprendere meglio anche quello attuale.

Andrea Bonazza 

You may also like

1 commento

Perturbato 12 Aprile 2023 - 1:21

Basterebbe leggere i dati degli ultimi quattro secoli e constatare che il clima cambia in continuazione, da sempre. Grandi siccità si alternano con periodi contrari, oppure freddi a caldi,
da quando esiste il tutto. Il problema rimane l’inquinamento che nuoce da decenni, ma non è mai stato fatto nulla per contenerlo.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati