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Roma, 14 mar – Gli storici non hanno alcun dubbio nell’affermare che l’evoluzione della Russia è stata influenzata sia dalla sua peculiare posizione geografica, sia dalle sue dimensioni, che ne hanno fatto una potenza planetaria.1 Nondimeno, in epoca antica e medievale, la sua estensione ha comportato innumerevoli pericoli derivanti dalle continue invasioni da parte non solo di nomadi delle steppe ma anche di genti stanziali, che la Russia ha dovuto contrastare su tutti i fronti. Come se non bastasse, anche il clima impietoso, che d’inverno raggiunge temperature polari, ha messo in seria difficoltà la popolazione, costringendola a sacrifici indicibili. La nascita della Russia, intesa come stato organizzato, viene individuata generalmente tra il IX e X secolo d.C., quando compare la Rus’, un’aggregazione di principati la cui estensione va dal Mar Baltico al Mar Nero e dal Dnepr al Volga, nel territorio che gli studiosi hanno definito “Eurasia interna.”



Le origini del popolo russo

Sebbene F. Donald Logan sostenga una preminente origine norrena2, la Rus’ è sorta da una fusione di popolazioni slave, finniche e baltiche, che ha reso queste genti totalmente differenti da quelle europee, in quanto sono dapprima state sottomesse dai mongoli e successivamente hanno conquistato l’immenso territorio siberiano. Non a caso, gli zar hanno fatto ricorso più volte alla suggestione della definizione di “Terza Roma”, proclamandosi eredi diretti tanto dell’Impero Bizantino quanto di quello di Gengis Khan, teoria che tuttora continua a far discutere gli esperti. Il tema concernente il ruolo della Russia moderna in Europa viene analizzato da Salvatore Santangelo in Gerussia. L’orizzonte infranto della geopolitica europea a trent’anni dalla caduta del Muro (Castelvecchi, 2019, 17,50 euro, 192 pagine), saggio in cui si occupa di effettuare una disamina dei rapporti internazionali che l’ex stato sovietico ha intrattenuto e tuttora intrattiene con i paesi europei in generale e in particolare con la Germania.

La Russia come potenza civile

L’Autore analizza con dovizia di particolari le cause storiche, economiche, geopolitiche, sociologiche e filosofiche che hanno condotto i due interlocutori dapprima a combattersi, durante le due guerre mondiali, e successivamente a instaurare un’importante collaborazione, grazie soprattutto al crollo dell’URSS e all’unificazione della Germania.
Santangelo ha cura di evidenziare che dopo il conflitto bellico lo stato tedesco ha compiuto una vera e propria trasformazione, diventando una c.d. “potenza civile”, al fine di porre in essere un’egemonia economica prima sul Vecchio Continente e successivamente su altre regioni di sua influenza. Peraltro, lo studioso non lesina nemmeno le critiche alla moneta unica, affermando che: «La moneta non costituisce soltanto uno strumento tecnico di scambio […] essa rappresenta la somma di tutto quello che un popolo è, è stato e sarà; è il simbolo dei suoi valori, delle sue paure e speranze. Mettere a rischio la moneta è sempre costato lacrime, spesso anche sangue. L’affidabilità della moneta è dunque per la politica, oggi come sempre, una questione importante, forse la più importante in assoluto, che esige di essere affrontata, pena il crollo totale della fiducia. La storia è piena di esempi disastrosi di ciò che accade quando tale fiducia va perduta».

Per chi voglia comprendere meglio non solo la geopolitica della Russia, ma anche le cause che hanno condotto alla realizzazione dell’euro e alla costituzione dell’Unione Europea, Gerussia. L’orizzonte infranto della geopolitica europea a trent’anni dalla caduta del Muro, di Salvatore Santangelo, risulta un volume fondamentale che ci permette di gettare uno sguardo oltre i rigidi schemi imposti dal mainstream.

Francesco La Manno

1 Cfr. Roger Bartlett, Storia della Russia, Mondadori, Milano, 2007, edizione digitale.

2 Cfr. F. Donald Logan, Storia dei vichinghi. Viaggi, guerre e cultura dei marinai dei ghiacci, Odoya, Bologna, 2009.



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