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Il regalo del governo ai Benetton: palazzo storico venduto dopo il crollo del Ponte Morandi

by Alessandro Della Guglia
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Benetton, palazzo storico

Roma, 14 lug – Mentre infuria la polemica su Autostrade in seno alla maggioranza, tra chi a parole vorrebbe la revoca della concessione e chi invece punta a soluzioni meno drastiche, spunta un “regalo” del primo governo Conte alla famiglia Benetton. Come rivelato da Il Tempo, a dicembre 2018, ovvero quattro mesi dopo il crollo del Ponte Morandi a causa del “mancato esercizio di prelazione da parte del ministero dei Beni Culturali”, i Benetton riuscirono ad acquistare in via preliminare uno straordinario palazzo, dall’enorme valore storico ed economico, in pieno centro a Roma.

Si trattò di un’operazione da 150 milioni di euro, nonostante il valore dell’edificio fosse decisamente superiore al momento dell’acquisto in base anche alle stime di molte agenzie immobiliari secondo le quali a giugno 2020 avrebbe un valore oscillante tra i 187 e i 210 milioni di euro. La struttura in questione è il palazzo di epoca fascista in piazza Augusto Imperatore, di 22mila metri quadri, costruito tra il 1936 e il 1938 a due passi dal mausoleo di Augusto.

Mancate prelazioni ministeriali

L’acquisto dell’immobile si concluse ufficialmente il 20 febbraio 2019 senza che prima appunto (a dicembre 2018) il ministro pentastellato Alberto Bonisoli avesse fatto valere il diritto di prelazione. Ma neppure il suo successore al ministero dei Beni Culturali, il dem Dario Franceschini, si mostrò particolarmente interessato a farlo qualche mese dopo nei confronti di un altro edificio ubicato nella medesima piazza capitolina. A dicembre 2019, infatti, fu sempre la Edizione Property spa dei Benetton ad acquisire un altro stabile per 120 milioni, grazie ancora una volta alla mancata prelazione del ministero.

Relativamente però al primo edificio la storia non è però finita qua. Nel luglio 2019 l’Edizione Property spa decise di darlo in affitto a Bulgari per 15 milioni di euro all’anno (per dieci anni, canone rinnovabile di altri dieci). Quindi un totale di almeno 150 milioni, stesso prezzo pagato per acquistarlo. Operazione commerciale notevole insomma. E cosa ci farà Bulgari in un mirabile stabile di epoca fascista che fino a due anni fa era di proprietà dello Stato? Ci costruirà un albergo di lusso che aprirà i battenti nel 2022.

L’hotel di Bulgari

“Il nuovo Bulgari Hotel Roma occuperà uno splendido palazzo modernista degli anni ’30, affacciato su due dei tesori più emblematici della città: l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto, il primo imperatore romano”, si legge sul sito ufficiale di Bulgari. “Il sapiente connubio di materiali quali il travertino color ocra e i mattoncini in terracotta celebrerà l’estetica dell’Antica Roma augustea, mentre magnifiche collezioni d’arte antica e contemporanea a rotazione impreziosiranno la struttura, evocando il ricco e sfaccettato patrimonio della città eterna, una delle città più belle al mondo, da sempre simbolo di arte e cultura”.

Ma che bello, il governo consentì l’acquisto di un palazzo storico ai Benetton che poi lo affittano a una nota società attiva nella produzione di gioielli. Tutto legittimo (purtroppo), ma altrettanto discutibile. Oltretutto l’acquisto dei Benetton avvenne, grazie alla mancata prelazione di un ministro Cinque Stelle, proprio nel periodo in cui i Cinque Stelle attaccavano a testa bassa i Benetton sulla questione Autostrade. Un capolavoro di incoerenza.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

Cesare 15 Luglio 2020 - 2:01

Allo stato bastava affittarlo per 10 anni e prendeva la stessa cifra rimanendone proprietario!.Abbiamo al governo dei veri affaristi;però fanno fare ai privati gli affari e a noi ci lasciano in mutande.Si chiama alto tradimento ed è prevista una pena dai 5 anni in su.Quando si inizia a mandargli in gattabuia??Non sarà mai troppo tardi

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