Roma, 26 ago – L’immigrazione è il tema cardine dell’agenda politica italiana ed internazionale e su di esso si giocherà la partita elettorale della prossima primavera. Sono legati agli ingenti flussi immigratori nel nostro paese gli episodi di piazza Indipendenza a Roma e, inevitabilmente, il tema dello Ius Soli e del terrorismo jihadista. E, se si parla di immigrazione, almeno in Italia, non si può non tener conto di chi contesta le basi ideologiche di un processo che si vuole incontrollato e incontrollabile e che si oppone anche fisicamente alle conseguenze pratiche sulle quali lucrano associazioni di sinistra e Ong: centri d’accoglienza in tutte le città d’Italia. Parliamo ovviamente di CasaPound.

Anche la BBC l’ha capito e così ha deciso di mettere a confronto le posizioni di Alberto Palladino (dirigente di CasaPound e fotoreporter impegnato in scenari bellici come la Siria e l’Ucraina) e di Douman, giovane immigrato africano in Italia da tre anni. Ne è uscito un botta e risposta interessante. Le posizioni ovviamente divergono in maniera netta, ma quelle del giovane africano appaiono totalmente ideologiche. Poco razionali e pragmatiche.

“Non sono un migrante economico, sono qui perché è diritto dell’uomo spostarsi. Dovremmo aprire le porta all’umanità”, dice Douman. E quando Palladino spiega che “il vostro è un paese pieno di risorse, potremmo aiutarvi a sfruttarle lì”, l’immigrato risponde: “Se ci rimandare indietro in Africa, lì non voglio vedere più nemmeno un bianco”….buona visione.

Aurelio Pagani

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