fake news immigrazione videoRoma, 18 mar – Una decina di giorni fa un giovane blogger, Luca Donadel, ha lanciato un video molto ben fatto e molto documentato sul soccorso dei migranti nel “Canale di Sicilia” e sul ruolo delle Ong nelle operazioni. Mentre scriviamo il video ha superare i 2 milioni di visualizzazioni e le 60.000 condivisioni. Un successo immenso.

Il video spiega (tracciati della navi alla mano) che i salvataggi fatti dalle barche delle Ong avvengono al limite delle acque territoriali libiche, quasi fossero in attesa, o addirittura all’interno delle acque territoriali. Praticamente mai nei pressi delle coste italiane o nel Canale di Sicilia propriamente detto. Il video è la punta dell’iceberg di una serie di problemi che le Ong stanno attraversando riguardo i soccorsi in mare. Infatti pochi mesi prima Frontex, l’agenzia europea per le frontiere esterne, aveva accusato apertamente le Ong di favorire i trafficanti e più recentemente la procura di Catania ha aperto un’indagine conoscitiva a riguardo. Di fronte ad accuse, dati, date, tracciati cosa può fare chi è coinvolto nel caso? Semplice, la si butta in caciara.

Il 15 marzo Internazionale pubblica un articolo (poi rilanciato da Medici Senza Frontiere) strappalacrime dal titolo “Perché le ong che salvano i migranti nel Mediterraneo sono sotto accusa”. Nel video spiega come sia dovere di tutti intervenire nel caso di navi in difficoltà e di come le ONG si facciano carico di questo compito. Non spiega i tracciati, non spiega gli sconfinamenti. Non spiega niente. Musichetta tragica di sottofondo e a posto così.

Bufale.net cataloga il tutto sotto “Precisazioni”. Le operazioni di salvataggio in effetti non sono tali ma sono operazioni SAR ( Search and rescue ) ed effettivamente i giornali che parlano genericamente di soccorsi sbagliano e creano confusione. Quindi ha ragione Donadel? No. I giornali riassumono per “semplificazione giornalistica”.

Butac dedica addirittura due articoli alla vicenda. Nel primo fanno un riassunto delle operazioni in corsa e chiosano con “È sempre bello vedere che la mia libertà d’espressione finisce dove inizia la tua libertà di esser xenofobo”. Che fa sempre bene. Non rispondono a nessuna delle questioni lanciate da Donadel, catalogato tutto il sempre verde “razzismo”. Nel secondo articolo cominciano subito con una vera notizia bomba: il servizio segnalato da Donadel costa 400 dollari, non 400 euro. Poi arrivano anche loro al Canale di Sicilia allargato. E anche qui si parla di “errore decisamente troppo diffuso sui media tradizionali ma che non nasconde certo alcun complotto”

Vice dedica un articolo piuttosto lungo e descrive il video come frutto di una “visione estremamente parziale”. Il primo appunto riguardo il background di Donadel. Ha parlato di Islam, Brexit, tornelli all’università di Bologna, Trump, intervistato a Radio Padania. Insomma, volete davvero credere a uno così? Il secondo appunto è sul canale di Siclia. Scopriamo infatti che “nella prassi giornalistica indica tutto quello che sta sotto la Sicilia”. Quello che in altri casi è ‘fake news’, per altri è ‘prassi giornalistica’. Il terzo appunto è esilarante. MarineTraffic non sarebbe affidabile. Anzi “da dove viene l’intuizione di usare quel sito? Da dove vengono le altre informazioni? Sono affidabili?”. Ottimo. Segue poi l’ennesimo riassunto delle operazioni in corso. La chiusura qui è interessante: “È da notare che nel video non ci sono bufale di sorta, ed è proprio questo il suo punto di forza. Penso piuttosto che si possa parlare di re-informazione”. Quindi tutto quello che non è approvato dall’intellighenzia nostrana seppur formalmente corretto è ‘re-informazione’. Non informazione.

Quindi non c’è nessun complotto. Nessuno spiega i tracciati nel dettaglio se non un “Non c’è niente di illegale“, la definizione di Canale di Sicilia è fasulla ma rientra tra le semplificazioni necessarie per fare notizia. E 400 dollari non sono 400 euro. Donadel, che vergogna!

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10 Commenti

  1. Senza parlare del fatto che la tanto citata “Carta di Roma” usata dal Butac per difendere le proprie cause è finanziata da chi ? Dalla Open Society di George Soros. Con tanto di logo in prima pagina tra “i soci”.. ahahahha

  2. Giusto per aggiungere un paio di punti: Marine Traffic è un servizio internazionale, indubbiamente fuori da logiche politiche…
    La sottile differenza fra canale di Sicilia e coste libiche sta nel fatto che in realtà le navi, non tutte italiane, delle associazioni che raccolgono i migranti, assolvono ad un compito inesistente nel diritto internazionale (dato che sostano in quell’area SOLO per la raccolta dei migranti), e compiono atti perseguibili per legge, come tratta delle persone e sfruttamento, senza avere in realtà nessun mandato per compiere tali azioni.
    La cosa curiosa è che le navi che non battono bandiera italiana, sia per Dublino II, sia per il diritto marittimo internazionale, tecnicamente sarebbero a loro volta “territorio” della nazione di provenienza, per cui una nave inglese che raccoglie migranti, li dovrebbe portare in Inghilterra, e non in Italia.

  3. facile intuire chemnavigando le navi grigie con la velocità di un motorino (questi sono i ratei in mare) se effettivamente salpassero dai nostri porti su allarme soccorso…

    arriverebbero ovviamente solo molte ore dopo nella area interessata. L’unica alternativa è semplicemente andare a poche miglia dale coste libiche ed attendere i barconi.

    tutto qui.

  4. È bello vedere che dove finisce il loro culetto inizia il mio e le migliaia di negretti/e verranno mantenuti anche grazie al mio culetto. Detto questo è pazzesco vedere con quanta energia e perseveranza portano avanti un piano di sostituzione di Popolo che si rivoltera’ anche contro di loro. Se ci fosse un governo degno di questo nome le barche di MSF StC e broccoli vari sarebbero impossibilitate ad entrare in qualsiasi porto italiano…..

  5. Vorrei che qualcuno mi rispondesse. Donadel dice che i migranti morti sono aumentati per colpa delle operazioni di salvataggio il che è vero, ma dimentica di dire che anche gli emigranti sono aumentati quindi non c’è alcuna correlazione tra le due cose. Inoltre dice che ci sarebbe un obbligo di salpare nel porto più vicino ai salvataggi, ma in realtà cercando in rete non ho trovato da parte del Dipartimento della Marina nessun punto che indica questo obbligo

  6. Veramente Bufale.net usa il Tag precisazioni che vuol dire “Notizia vera con informazioni aggiuntive” dove sarebbe la crisi di un servizio neutrale (ripeto neutrale) ? XD. Senza contare che a decine hanno detto che avevamo scritto bufala senza nemmeno leggere tag colore e articolo XD. LOL .

  7. Donadel dice che i morti sono aumentati ( che è un dato di fatto ) invece che diminuire come ci si aspetterebe data la mole di operazioni di salvataggio in corso.

    Che il numero di morti aumenti numericamente all’aumentare dei viaggi è normale se le condizioni sono le stesse, bisognerebbe andare in termini percentuali.
    Ma se in termini percentuali con condizioni molto più agevoli di prima (vedi salvataggi bordo costa) rimaniamo lì qualche problema c’è.

    Non c’è nessun obbligo di portarli nel porto più vicino ma se davvero l’obiettivo fosse salvare quante più persone possibile dovrebbe essere scontato.

    Se salvo qualcuno a poche miglia dalla Libia e lo scarico in Tunisia dopo poche ore sono di nuovo pronto per un nuovo salvataggio.
    Se salvo qualcuno a poche miglia dalla Libia e lo scarico in Italia vuol dire che non sarò disponibile per altri salvataggi per un tempo molto più lungo. Vuol dire salvare 1 barcone invece di 5 o 6.

    A meno che io non sappia che gli altri 4 barcone non ci sono perchè prima di partire aspettano un mio rientro in zona.

  8. Eh si Genny. L’hai colto in fallo. Su questioni irrilevanti. Ma non nel merito: quei tracciati parlano fin tropp chiaro, non sono debunkabili.

  9. vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna,vergogna, vergogna.
    Paga sempre pantalone,ma è giusto così perchè nessuno di noi muove un dito in difesa dei propri diritti

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    Tanto paga sempre pantalone, ma è giusto così perchè nessuno di noi muove un dito per far valere i nostri diritti

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