70 Duomo MilanoRoma, 5 ago – Ieri si è concluso il settimo anno dell’operazione “Strade Sicure” che vede il dispiegamento di personale dell’Esercito a fianco delle Forze di Polizia con la finalità del controllo del territorio metropolitano, la sorveglianza di siti sensibili e dei centri di accoglienza per immigrati.

Attualmente i militari sono impiegati in 45 province ed il loro numero ammonta a circa 4 mila soldati aumentati a 6500 in occasione di Expo. Oltre alla sorveglianza della Fiera Mondiale milanese, sono stati impiegati per il controllo dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria e in Campania per la prevenzione dei roghi delle discariche abusive nel quadro dell’emergenza “Terra dei fuochi”.

L’Esercito ha reso noto, come fa ogni anno, il bilancio complessivo dell’operazione che ha ottenuto i seguenti risultati:

– 14.635 arresti
– 9.973 denunce
– 7.794 fermi
– 2.103.347 persone controllate
– 1.095.139 mezzi controllati
– 12.456 mezzi sequestrati
– 661 armi sequestrate
– Oltre 2 tonnellate di stupefacenti sequestrati

Un altro dato che sicuramente non è quantificabile è l’effetto di deterrenza che la sola presenza dei militari nelle città ha avuto nel corso di questi sette anni, periodo in cui, lo ricordiamo, si è avuta una vera e propria emergenza dal punto di vista della sicurezza dei cittadini causata dal taglio delle risorse destinate alle normali Forze di Polizia per colpa della crisi e dal frenetico clima da “revisione dei conti” che ne è nato.
Un bilancio quindi positivo per la missione “Strade Sicure” in un periodo di emergenza straordinaria dove è dovuto intervenire l’Esercito, spesso su richiesta degli enti locali, in un compito anomalo rispetto alle sue prerogative per sopperire alle carenze strutturali delle Forze dell’Ordine che, in condizioni di normalità, devono essere le uniche a provvedere al controllo e alla sicurezza del territorio nazionale.

Del resto non è il primo caso nella storia d’Italia in cui vengono schierate le Forze Armate in tali compiti per far fronte a situazioni di emergenza: oltre alla relativamente recente operazione “Vespri Siciliani” del 1992 volta a rendere sicura la Sicilia dopo l’escalation degli attentati mafiosi di quel periodo, andando indietro nel tempo si ricorda il dispiegamento dell’Esercito in Trentino Alto-Adige durante gli anni del terrorismo del BAS, la fazione armata degli indipendentisti sudtirolesi, in azione dalla fine degli anni ’50 sino al 1969.

Paolo Mauri

Commenti

commenti

CONDIVIDI
Articolo precedente“San Pietro”: quando Jünger veniva in vacanza in Sardegna
Prossimo articoloFrana sulle Dolomiti bellunesi: 3 morti
Paolo Mauri
Nato a Milano, classe 1978. Laurea in Geologia. Dopo aver lavorato qualche anno nel campo della moda nella capitale meneghina, ha deciso di approfondire quella che è sempre stata la sua grande passione, essendo da sempre stato in contatto con gli ambienti militari a più livelli, non da ultimo anche per merito del servizio di leva: l'ars militaria nelle sue varie forme, dalle strategie alle armi. Questa, connessa all'altra sua grande passione per la storia moderna e contemporanea, e unita ai suoi studi geologici, gli ha permesso di occuparsi di geopolitica per Il Primato Nazionale sin dal 2014. Attualmente scrive anche per Tradizione Militare, periodico dell'Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 × cinque =