Gran Bretagna: basta libera circolazione, favorisce le tragedie

TS-Par8206015Londra, 31 ago – Chiudere le frontiere? Da noi sembra impossibile, impraticabile, folle. Altrove, a quanto pare, sembra un’opzione più che concreta.

Theresa May, ministro dell’Interno del governo conservatore di David Cameron, ha proposto di chiudere le porte della Gran Bretagna a chi arriva da un altro Paese europeo senza un lavoro già garantito.

Tutta colpa di Schengen, secondo il ministro. Quando è nato quel trattato, ha spiegato May, “libera circolazione significava libertà di spostarsi per lavorare, non libertà di attraversare le frontiere per cercare un lavoro o usufruire dei benefici” sociali altrui. May definisce quindi l’attuale livello d’immigrazione “non sostenibile”, in quanto mette troppa “pressione sulle infrastrutture, come case e trasporti, e sui servizi pubblici, come scuole e ospedali”.


Secondo i suoi dati, il flusso dagli altri Paesi comunitari è più che raddoppiato rispetto al 2010 ed “è per questo che la volontà del governo di rinegoziare la relazione della Gran Bretagna con l’Ue è così importante”. Secondo il ministro britannico, l’accordo di Schengen, che elimina i controlli sistematici alle frontiere e al quale la Gran Bretagna non aderisce, ha alimentato la crisi dei migranti. Le tragedie di quest’estate, afferma May, “sono state esasperate dal sistema europeo della libera circolazione”.

Secondo dati diffusi nei giorni scorsi, il saldo migratorio nel Paese ha infatti raggiunto il “massimo storico” su dodici mesi (da marzo 2014 a marzo 2015), pari a 329mila persone.

Sarà di questo che i rappresentanti inglesi parleranno alla riunione fissata per il 14 settembre a Bruxelles, dove si incontreranno i membri del Consiglio ministeriale Giustizia e Interni dell’Ue. Qui Londra cercherà di trattare con i partner europei: se mettere in discussione la libera circolazione è fuori discussione, il governo britannico cercherà almeno di ottenere maglie più strette per la concessione di benefit sociali e previdenziali agli ospiti.

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