article-2458778-18BA454000000578-876_634x468Varsavia 15 ott – Un giovane artista polacco, Jerzy Szumczyk, ha collocato nel centro di Danzica una statua che ricordava gli stupri di guerra commessi dai sovietici ai danni delle donne tedesche. La statua, intotolata “Komm Frau” (Vieni donna), ritrae un soldato russo nell’atto di violentare una donna incinta mentre le punta una pistola alla testa.
La scultura è stata subito rimossa e il giovane studente, al quinto anno dell’Accademia di Belle Arti, arrestato. Dopo essere stato rilasciato, Szumczyk ha dichiarato a una radio polacca di essere stato molto impressionato dall’invasione sovietica nelle terre tedesche e di aver voluto solamente ricordare i due milioni di donne tedesche violentate dai soldati dell’Armata Rossa tra il 1944 e il 1945, molte della quali a Danzica.
Dall’ingresso in Prussia dell’Armata Rossa, gli stupri furono sistematici. Lo stesso capo dell’ Nkvd, la polizia russa, Lavrenti Beria, era noto per essere uno stupratore seriale. Richard Evans, docente di Storia moderna all’Università di Cambridge, in un libro dedicato agli stupri durante la Seconda Guerra mondiale, racconta che oltre cento ragazze adolescenti furono drogate e stuprate da Beria.

Michael Mocci

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