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Papa Francesco tra gli immigrati

Roma, 15 set – “La grande sfida per l’Europa è tornare ad essere la madre Europa”. Oggi invece, a causa della crisi demografica, è diventata nonna Europa e “quando c’è uno spazio vuoto, la gente tende a riempirlo: se un paese non ha figli, i migranti vengono ad occuparne il posto… Penso al livello delle nascita in Italia, Portogallo o Spagna. Credo quasi lo zero per cento. Se non ci sono figli, ci sono spazi vuoti”, così Papa Bergoglio in una lunga intervista alla portoghese Radio Renascenca.

All’emittente cattolica del Portogallo il Santo Padre sottolinea che “solo pochi paesi in Europa sono giovani”, ad esempio Albania e Bosnia-Erzegovina, paesi ricostruiti dopo dittature e guerre

Per spiegare la curva demografica del vecchio continente, Papa Francesco lancia l’accusa alla “cultura del benessere”, all’edonismo nemico della responsabilità e della cura, dello stesso senso materno. Mentre all’origine del fenomeno immigratorio, che è secondo il Papa “la punta di un iceberg”, starebbero le diseguaglianze, in “un mondo dove il 17% della popolazione mondiale ha l’80% della ricchezza”, per cui “vediamo questi rifugiati, questa povera gente in fuga dalla guerra, in fuga dalla fame. E sotto sotto – denuncia il Ponteficela causa è un sistema socio-economico cattivo, ingiusto. Il centro deve essere sempre la persona. Ma non è così: lo vediamo nel sistema economico dominante dove il centro è il dio del denaro, è l’idolo della moda”.

Per concludere con la solita traballante comparazione con i fenomeni migratori del passato – nella fattispecie quello Italiano, prevalentemente ottocentesco, verso l’Argentina – dove “i Bergoglio furono bene accolti, in una nazione [l’Argentina] che non è scivolata nella xenofobia ma ha aperto le sue porte”. Un paragone che non regge proprio, come documentammo tempo fa su queste colonne.

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Età media in vari paesi europei – anno 2014 (fonte: Eurostat)

Un mix, insomma, di verità facilmente desumibili dai dati, di paragoni poco azzeccati, di cause tirate per i capelli e di auspici travestiti da inesistenti leggi naturali.

È vero senza dubbio che l’età media della popolazione europea sia enormemente elevata, pari a 42,2 anni nella Ue e con punte di 45,6 anni in Germania e di 44,7 in Italia – i paesi più vecchi del vecchio continente. È altrettanto vero che la stessa età media è cresciuta a ritmi insostenibili: in Italia, dai 31 anni del 1960 ai 34 del 1980 e poi accelerando fino ai quasi 45 di oggi: una catastrofe che ha visto il punto di svolta nell’edonismo pompato dal debito dei primi anni ’80 del secolo scorso, innestatosi senza soluzione di continuità nella fine della speranza del primo decennio di questo secolo.

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Evoluzione dell’età media in Italia – periodo 1960-2014 (fonte: Eurostat)

È anche vero che paesi come Albania, Montenegro, Bosnia, Macedonia e ancora di più la Turchia godono di popolazioni molto più giovani rispetto alla media europea.

Così come è innegabile la gigantesca diseguaglianza economica globale e la concentrazione della ricchezza parassita in poche mani sempre più avide.

Non meno condivisibile è anche la ricetta del Pontefice contro l’emigrazione: “Bisogna andare alle cause: dove la causa è la fame, investire e creare fonti di lavoro; dove la causa è la guerra, cercare e lavorare per la pace”, trascurando tuttavia il fatto che molti dei paesi di origine non hanno fame, o quanto meno non così endemica, né guerra, e invece potrebbe essere lo stesso edonismo consumista, che un tempo ha bloccato la natalità europea e incapace di trovare soddisfazione sul posto, alla fonte di tante partenze. E pure laddove scorre il sangue, come in Siria o in Afghanistan, non ci pare sufficiente invocare la pace senza indicare la causa ultima della guerra che, in fondo, è sempre riconducibile all’imperialismo di una sola potenza con i suoi servili alleati.

Più di tutto, però, non si capisce per quale legge naturale l’abisso demografico europeo debba essere colmato da etnie che niente hanno a che vedere con l’Europa stessa, a meno che un presunto rifugiato debba essere accolto “perché è un comandamento della Bibbia”.

L’Europa, piuttosto, deve tornare ad essere madre dei suoi figli, attraverso una nuova speranza e un nuovo orgoglio che possono rinascere soltanto attraverso la riconquista da parte dei popoli del proprio destino e delle proprie ambizioni.

Francesco Meneguzzo

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