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Cantieri della metro C e chiusure: come è cambiato arrivare all’Olimpico per vedere il calcio

by Redazione
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Chi arriva al Foro Italico per la prima volta se ne accorge subito: davanti allo Stadio Olimpico non c’è nessuna fermata della metropolitana. L’impianto più grande di Roma si raggiunge con un cambio, quasi sempre due, e con un tratto finale a piedi che varia dai dieci minuti alla mezz’ora a seconda del percorso scelto. È una condizione strutturale che accompagna l’impianto da sempre, e che nell’ultimo anno si è complicata.

A pesare sono i lavori per le future stazioni della linea C, Farnesina e Auditorium, quest’ultima nell’area di piazza Apollodoro. I cantieri hanno ridotto gli spazi di sosta nel quadrante e hanno costretto a ridisegnare il dispositivo che regola l’afflusso del pubblico. Roma Capitale ha pubblicato il nuovo piano il 6 agosto, su richiesta della Questura, valido per l’intera stagione sportiva e già applicato dalla metà del mese. Il documento lo dice a chiare lettere: può essere rimodulato di volta in volta per i singoli appuntamenti.

Tre percorsi, un cambio obbligato e il ponte da attraversare

Le soluzioni con il trasporto pubblico sono in sostanza tre, e la scelta dipende dal settore in cui si entra più che dal punto di partenza. Dalla metro A si scende a Ottaviano e si prende il 32 fino a Piazzale della Farnesina, che è l’opzione più vicina al lato della Tribuna Tevere. Chi scende a Flaminio prende il tram 2 e arriva al capolinea di Piazza Mancini, sulla sponda opposta del Tevere, da dove si attraversa Ponte Duca d’Aosta a piedi. La terza via passa per Lepanto e il 280, che serve la zona dello Stadio del Tennis.

Attorno a queste tre direttrici si muove una rete più ampia. Roma Servizi per la Mobilità conta il tram 2 e diciotto linee di bus in arrivo dai diversi quadranti cittadini, con i capolinea concentrati su Piazza Mancini e Piazzale Clodio: il 53 dal Centro e dai Parioli, il 910 da Termini, il 446 da Cornelia, il 628 che tocca la Farnesina, il 168 che collega Tiburtina a largo Maresciallo Diaz.

Il nodo vero riguarda il ritorno. Le ultime corse dai capolinea delle metropolitane cambiano in base al giorno: dalla domenica al giovedì il servizio chiude intorno alle 23:30, il venerdì e il sabato all’una e mezza. Per una partita serale infrasettimanale il margine si assottiglia, e conviene sapere in anticipo che sugli stessi percorsi entrano in funzione le linee bus notturne dedicate a ciascuna metro, oltre alle notturne n200 e n201 che raggiungono Piazza Mancini. Quindici linee diurne restano attive tutte le notti fino alle due, tra cui la 61 verso piazzale Flaminio e la 301 verso Lepanto.

L’auto è l’opzione che i cantieri hanno reso più difficile

Qui il cambiamento si sente per davvero. Dalle prime ore delle giornate con eventi sportivi il divieto di parcheggio e fermata copre un perimetro largo attorno al Foro Italico: viale dei Gladiatori, piazza Lauro De Bosis, piazzale della Farnesina, viale Paolo Boselli, viale della Macchia della Farnesina, piazzale e lungotevere Diaz, largo Ferraris IV, viale dello Stadio Olimpico, viale Edmondo De Amicis, via del Campeggio, i lungotevere Fellini e Cadorna, Ponte Duca d’Aosta, fino all’area dell’ex deposito Atac di piazzale Maresciallo Giardino. Su via Pier della Francesca, viale del Vignola e i lungotevere Flaminio e Thaon de Revel la sosta resta possibile solo nel rispetto della segnaletica presente, che nei giorni di gara è temporanea e va letta con attenzione.

Le aree destinate a chi ha il biglietto sono due: piazzale Clodio e il Villaggio Olimpico, nella zona di viale della XVII Olimpiade, riservate ai veicoli degli spettatori già dalle prime ore del pomeriggio. La logica del dispositivo è tenere le automobili lontane dagli ingressi, così da evitare le file irregolari e le soste che restringono la carreggiata proprio dove passano decine di migliaia di persone a piedi.

La parte più mobile del piano scatta prima e dopo il fischio finale. Durante le fasi di afflusso e deflusso la Polizia Locale può disporre limitazioni provvisorie alla circolazione, e su via Edmondo De Amicis sono previste chiusure e un senso unico temporaneo per i veicoli che arrivano da via della Camilluccia diretti al piazzale dello Stadio Olimpico. Sono misure che non hanno un orario fisso: dipendono da quanta gente si muove e da come si muove, e vengono decise sul posto.

Al varco servono due cose, e il biglietto da solo non basta

Sul fronte degli accessi le regole sono più stabili, e conoscerle evita l’errore che manda in fumo mezz’ora di coda. Per entrare all’Olimpico occorrono il titolo di accesso valido per la partita in corso e un documento d’identità valido, perché gli addetti verificano la corrispondenza tra chi possiede il biglietto e chi lo intesta. Il titolo digitale è sufficiente e non va stampato. Se il tagliando cambia utilizzatore, il passaggio si fa inserendo il sigillo fiscale nella sezione dedicata del sito del club, e non all’ingresso.

C’è poi la casistica che sorprende chi arriva da fuori: i residenti nella regione della squadra ospite devono essere in possesso di Fidelity Card, l’ex Tessera del Tifoso. Il club consiglia di presentarsi con almeno due ore di anticipo sull’orario di inizio, indicazione che con i cantieri in zona ha smesso di essere prudenziale.

Il regolamento d’uso dell’impianto esclude i bagagli e non prevede depositi nelle vicinanze. Restano fuori anche i power bank e i passeggini, mentre gli ombrelli sono ammessi soltanto senza punta. Cibo sì, panini e pizza compresi, bevande in bottiglia o in altri contenitori no: lattine e vetro non entrano, e il contenuto va versato in bicchieri di carta o plastica. Striscioni e stendardi richiedono l’autorizzazione del Gruppo Operativo per la Sicurezza su richiesta del club, e vanno esposti solo negli spazi indicati. Un dettaglio che sfugge spesso: una volta usciti non si rientra, il titolo perde validità. Chi ha bisogno del parcheggio riservato ai disabili lo trova allo Stadio dei Marmi, adiacente alla Tribuna Tevere, fino a esaurimento posti e con il biglietto del settore più il relativo tagliando. Dentro il Foro Italico c’è un Roma Store, utile per chi vuole evitare la trasferta in centro.

Resta la variabile che rende tutto il resto meno prevedibile, cioè l’orario del fischio d’inizio, che si sposta di settimana in settimana in base alla programmazione televisiva e determina a cascata mezzi, chiusure e tempi di rientro.

Forza Lupi: il punto di riferimento per I tifosi della Roma

Con un dispositivo che può cambiare di partita in partita, verificare le informazioni di giornata prima di mettersi in viaggio è ormai un passaggio obbligato quanto il biglietto. Oltre ai canali ufficiali del club e di Roma Capitale, le notizie di calcio sulla Roma si trovano su Forza Lupi, la testata online che si presenta come la voce dei romanisti veraci: alle partite è dedicata una sezione con probabili formazioni, indicazioni su dove vedere le gare e risultati, accanto agli spazi su calciomercato, Trigoria ed editoriali. Il portale è attivo anche su Telegram e sui principali social, i canali più rapidi per intercettare gli aggiornamenti dell’ultima ora nei giorni di gara.

Un assetto con la data di scadenza

Vale la pena ricordare che questa organizzazione riguarda le ultime stagioni al Foro Italico. Il club lavora al proprio impianto a Pietralata, un quadrante che sul fronte dei collegamenti parte da una posizione diversa, con la stazione Tiburtina per l’alta velocità e Quintiliani sulla linea B a poca distanza.

Si tratterà di un impianto da 60.605 posti servito da tre modalità su ferro invece che da diciotto linee di bus. Il conto delle opere accessorie dice quanto pesi questa parte del dossier. Il club sostiene oneri e opere pubbliche per 105 milioni di euro e Ferrovie dello Stato ha stanziato 35 milioni per potenziare i collegamenti tra lo stadio e Tiburtina, dentro un investimento complessivo che il Campidoglio quantifica intorno al miliardo, interamente privato. Per il momento il calendario dichiarato prevede l’avvio del cantiere entro marzo 2027, termine legato alla candidatura italiana per gli Europei del 2032, e l’inaugurazione tra il 2030 e il 2031.

Nel frattempo, la contraddizione resta quella di sempre: uno stadio da oltre sessantamila posti servito da una rete di superficie e da due fermate di metropolitana a chilometri di distanza, con i lavori che dovrebbero risolvere il problema che intanto lo peggiorano. Per chi va all’Olimpico la conseguenza pratica è una sola, e riguarda il tempo: conviene calcolarne più di quanto la mappa suggerisca, e controllare la segnaletica temporanea prima di lasciare l’auto da qualche parte.

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