
Assad si rivolge poi ai paesi europei senza mezzi termini, accusandoli di non fare nulla per combattere il terrorismo o addirittura di fomentarlo: “Non vogliono capire che il problema principale è il terrorismo, anche per loro. Ecco perché dobbiamo combattere il terrorismo a livello internazionale, perché il terrorismo non è legato alla sola Siria. Esiste in Iraq, è supportato direttamente dalla Turchia, dalla famiglia reale saudita, e da alcuni paesi occidentali come la Francia e la Gran Bretagna. Altri paesi si comportano come semplici spettatori, non prendono alcuna iniziativa seria. Credo che qui stia il problema principale”.
Riguardo gli incontri di Ginevra, su una possibilità di soluzione del conflitto, il presidente siriano specifica: “Noi non abbiamo cambiato le nostre posizioni, né prima del sostegno russo né dopo di esso. Siamo andati a Ginevra, e siamo ancora disposti ad andare. Ma allo stesso tempo, le nostre vittorie sul campo avranno un impatto sulle forze e gli stati che ci ostacolano, perché questi stati, in particolare Arabia Saudita, Turchia, Francia, e Gran Bretagna scommettono sul nostro fallimento nel campo di battaglia per imporre le loro condizioni con i negoziati politici.” Rispetto poi ai danni economici e al processo di ricostruzione, Assad ha chiarito: “In Siria il danno economico, considerando anche quello alle infrastrutture, è di oltre 200 miliardi. Russia, Iran e Cina, sono gli unici paesi che ci hanno sostenuto fino ad ora e saranno i primi ad aiutarci nella ricostruzione della nostra Nazione, mi aspetto però che molti paesi che sino ad oggi ci hanno attaccato o semplicemente ostacolato, cercheranno di inviare le proprie aziende per partecipare al processo di ricostruzione. Ma chiaramente noi daremo priorità agli amici della Siria. Quindi daremo spazio in primo luogo alle aziende russe.”
Sulla situazione attuale e il governo che verrà, Assad ha specificato: “La fase di transizione deve prevedere un governo di unità nazionale, composto dalle opposizioni, dall’attuale governo e dagli indipendentisti”. Secondo il presidente siriano non ci sono però le condizioni per prendere in considerazione il federalismo: “La maggior parte dei curdi stessi vorrebbe vivere all’interno di uno stato siriano unito, la Siria non è la Russia, è uno Stato relativamente piccolo. Il federalismo non credo sia una soluzione efficace”. L’obiettivo primario del nuovo governo per Assad sarà “lavorare ad una nuova Costituzione da far votare al popolo siriano, solo il popolo siriano deciderà su questo. Se però mi parlate di forze politiche che dovrebbero sedersi ad un tavolo per redigere la Costituzione vi chiedo, come ho fatto a De Mistura: quali sarebbero queste forze politiche che si oppongono a me che dovrebbero partecipare? Neppure De Mistura mi ha saputo rispondere. L’Arabia Saudita e alcuni paesi occidentali vorrebbero includere tra queste forze i terroristi, questo ovviamente non è possibile”. In ogni caso secondo il presidente siriano: “ci vuole tempo, le priorità oggi per i siriani sono la sicurezza, la salute, le condizioni di vita e l’educazione dei propri figli. Tutto il resto viene dopo, ne riparleremo ad agosto”.
Eugenio Palazzini