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complottismoRoma, 29 ago – Anche la tragedia di Amatrice e dintorni, come in tutti i casi in cui la mente umana fatica ad accettare l’ineluttabilità di forze ad essa soverchianti, si è aperta nella cloaca internettiana la corsa a spararla più grossa sulle “responsabilità occulte” del sisma. Come già con l’Aquila si delira della possibilità di prevedere o addirittura di provocare terremoti con chissà quali diabolici strumenti a metà strada fra scienza e stregoneria. È il vecchio virus del complottismo che assume mille forme ma è sempre caratterizzato da alcuni punti di fondo che adesso tenteremo di sviscerare. Attenzione: non si vuole certo affermare che i complotti non esistano. Da che mondo e mondo la lotta per la supremazia agisce su infiniti livelli, molti dei quali ignorati dal grande pubblico. Ma questa è una semplice banalità, il complottismo è ben altro. È un atteggiamento mentale, una vera e propria “visione del mondo” che caratterizza specifici caratteri che internet ha permesso di esprimersi pubblicamente, sovente raccogliendo notevoli successi d’immagine e popolarità. È però possibile riconoscere un complottista e quindi distinguerlo da chi come questa testata ed altre tenta di svolgere un’analisi delle dinamiche macroeconomiche, geopolitiche e culturali della società contemporanea.

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Vediamo nel dettaglio:

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1) Il complottista è monomaniacale. Solitamente, si fissa su un ben specifico oggetto polemico (gli ebrei, i massoni, gli alieni, ecc…) a cui riconduce qualunque fatto di cronaca, politica, guerra, terrorismo, scienza;

2) Il complottista è semplificatorio. Dato che appunto la regia è unica, il complottista rifiuterà la complessità strutturale ed irriducibile della Storia. Nella sua mente non esiste più uno scontro infinito per l’egemonia politica, economica e culturale fra poteri più o meno forti, bensì una progressione indefinita nell’attuazione di un “Programma” dai contorni misteriosi che però sembra dischiudersi davanti ai suoi occhi allucinati giorno dopo giorno;

3) Il complottista è fatalista. Visto che la regia è unica e tutti gli avvenimenti sono decisi da un qualche Priorato sovranazionale, lo spazio per la volontà umana e quindi per il cambiamento è azzerato. In modo diverso, raggiunge le stesse conclusioni dei tecnocrati neoliberisti che ben conosciamo: “non c’è alternativa”;

4) Il complottista è prolisso. Solitamente sviscera così a lungo un determinato argomento senza capirlo che ritiene necessario infarcire ogni sua opera di un citazionismo da barboni al solo scopo di allungare il brodo e far sembrare seria la sua pseudo-analisi. Non importa se poi questa analisi si basa su sesquipedali boiate come i libri di Peter Kolosimo, i Protocolli dei Savi anziani di Sion o il carteggio Mazzini-Pike: il complottista probabilmente saprà citarli a memoria anche al contrario;

5) Il complottista è complice del potere. Seppur inconsapevolmente (anche perché di solito non ha gli strumenti mentali per comprenderlo) il suo continuo sviare da questioni concrete a nebulose cospirazioni universali non fa altro che giustificare il “qui ed ora”. Quindi, per il complottista, non esiste alcuna responsabilità di Renzi nel perseguimento del folle sogno tecnocratico, perché di fatto “non è lui che decide”. Molto comodo in fondo, la deresponsabilizzazione piagnona della sinistra sociologica da film americano (quella per cui non è mai colpa della persona ma della “società”) elevata a sistema di governo. Viene quasi voglia di fare politica in fondo;

6) Il complottista è rimasto al pensiero simbolico. Come un primitivo che cerca di scorgere nei fulmini il volere degli enti numinosi del cielo, così il complottista ritiene di poter “smascherare” il Priorato dai simboli che usa. Dategli un video di Iggy Azalea, uno spot di Mediobanca ed un discorso di Hillary Clinton al Congresso ed essi potranno dimostrare una “simbologia comune” che sottende un “messaggio iniziatico”;

7) Il complottista è frustrato. Si percepisce come un puro ed incorrotto San Giorgio in lotta contro questo terribile Drago, mentre in realtà è solo un onanista compulsivo;

8) Nel 90% dei casi, il complottista è cattolico. Non è ovviamente indispensabile, ma c’è qualcosa di abbastanza evidente nella mentalità del papista medio che per così dire “predispone” al complottismo. Una persona abituata fin dalla tenera infanzia da un tremendo indottrinamento noto come “Catechismo” a dubitare della propria ragione e prendere per vera ogni manifestazione sovrannaturale è in effetti già abituata a vedere la Storia come qualcosa di influenzabile dall’ “esterno”, da forze occulte e misteriose che la mente non può razionalmente accettare. Il complottismo è solo il passo successivo, quando alle stigmate auto-procurate di Padre Pio si sostituisce il “palese” richiamo esoterico della gestualità di Angela Merkel, che a ben guardare ha lo stesso deretano di Iggy Azalea.

PS: ovviamente, al buon complottista non sarà sfuggito che questo elenco ha 8 punti, come la rosa dei venti, le beatitudini di Cristo, i sentieri della via buddisti, le zampe del cavallo di Odino Sleipnir e gli Avatar di Vishnu.

Matteo Rovatti

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5 Commenti

  1. Ma sto minchia di carteggio Mazzini-Pike, esiste o no? Comunque, perdiana, è chiaro che sono le tre Moire a gestire tutto il Fato! Dovremmo come minimo abolire per legge l’uncinetto, e chi farà un maglione si rivelerà come loro seguace e nemico del genere umano…

  2. Vorrei chiarire ulteriormente il punto 6, con una specificazione: non è tanto che il complottista è rimasto al pensiero simbolico, perché tutti ce l’abbiamo e ce l’avremo, e lo utilizziamo anche consapevolmente per comunicare. “Rimanere al pensiero simbolico” vuol dire ragionare esclusivamente con l’analogia. Però è chiaro che tutte le cose hanno punti in comune per pura somiglianza, ma che siano simili in qualche cosa non significa assolutamente che siano collegate. Per provare il collegamento bisogna utilizzare il concetto provante di causa-effetto tra oggetti visibili.

    Un’altra cosa: sembra proprio invece che le stigmate di Padre Pio non fossero autoprocurate, perché ricevette precedenti visite mediche che asserivano l’inspiegabilità dell’evento. Solo dopo l’ennesima richiesta di visita medica si ruppe il cazzo e diniegò, e a quel punto ci fu il caso mediatico del fratacchione isolato che non voleva farsi vedere, dimenticandosi dei precedenti avvenuti. Il meccaninsmo è spiegabile con l’effetto placebo, ovvero con un estremo effetto somatico della mente: più fortemente crede la persona, più incredibilmente potrebbe succedere qualcosa al suo corpo. Questo al di là dell’oggetto di fede. Esperimenti statistici provano che un 10%, credo, dei malati migliora se gli viene data acqua colorata o una pillola vuota senza che lo sappiano e ben consolati sulla sicura guarigione. Non possiamo negare, d’altronde, che persone improvvisamente si risvegliano dal coma quando hanno l’encefalogramma piatto, o che a Lourdes ci siano mucchi di stampelle e protesi varie esattamente come c’erano nei templi di Esculapio. Tutt’ora questa possibilità rimane inspiegabile per la scienza dato che, molto semplicemente, non è riproducibile in laboratorio nonostante avvenga… Il mio non è un invito a rinunciare alla ragione, sia chiaro.

  3. Condivido le affermazioni e il fine dell’articolo. C’è da dire che il complottismo maniacale che spadroneggia oggigiorno è sicuramente un sostegno attivo, volente o nolente, alla demo-plutocrazia. E’ evidente infatti che tale attività non porta alcun aiuto a chi tenta di opporsi al mondialismo ed anzi provoca esclusivamente scoramento o addirittura terrore nelle popolazioni. Sostanzialmente il risultato fin qui raggiunto dal complottismo negli ultimi anni è certificare una potenza occulta, univoca, onniscente e onnipresente, per cui “chi tocca muore”. Ovviamente nella plutocrazia c’è una comunione di intenti atta al raggiungimento di interessi anche molto diversi ed è evidente che si serve dei più disparati mezzi politici, sociali e tecnologici per i suoi fini. Lo sviluppo abnorme in qualità e quantità di questi ultimi d’altronde è la sostanza stessa del potere materialistico-capitalista e non è una deformazione percettiva il fatto che la sovversione modernista abbia sviluppato con i propri mezzi un dato messianismo puri-millenario. In sostanza sviscerare la realtà delle cose e gli agenti dominanti nella quale essi operano è un conto, altro è deformare la realtà stessa e le forze in campo facendo in buona (patologica) o mala fede gli interessi dei suddetti.

  4. il punto 8 è il più interessante il cattolico quasi estremista ha fede nel diavolo,un male cosmico assoluto che da sempre usa i suoi poteri e i suoi agenti in una crociata contro Dio questo genere di complottisti riconduce ogni cosa a forze occulte volte a distruggere la chiesa cattolica che si tratti della Massoneria o del Priorato di Sion o dei comunisti cosa che aveva senso quando ancora la Chiesa aveva uno stato e notevole influenza politica,ma che oggi non ha più un perchè

  5. Meno male. Pensavo di essere un complottista, ma questi 8 punti mi hanno escluso.
    Battute a parte che internet abbia permesso il proliferare di ogni sorta di lunatici è vero. Ed è altrettando vero che diversi video, siti, blog e chi più ne ha più ne metta sono, volutamente o meno, delle sciocchezze (per non usare altri termini). Ma proprio in quell’esasperazione dei falsi indizi, potrebbe celarsi il tentativo di nascondere quella parte di disegno “occulto” che è stato svelato.

    Ora prima di essere tacciato di complottismo, voglio puntualizzare che nelle corna mostrate da Berlusconi alla Merkel non ci leggo l’appartenenza (seppur certa) dell’ex premier ad una o più logge massoniche, bensì il gesto idiota di un imbecille. Ciò non toglie però che ovunque ci sono i segnali di un meccanismo che sta dietro a determinate scelte ostentamente insensate di governi e banche che vanno ben oltre alle spiegazioni più semplici che bastavano in passato. Dopo i primi moti migratori di cui fu testimone la mia generazione (parlo di quelli degli anni ’80) la giustificazione era che il “biglietto” per la migrazione era anticipato dalle mafie che il “povero” migrante ripagava successivamente con attività criminose di vario tipo, dalla prostizione (per le donne) allo spaccio di stupefacenti (per gli uomini). Ma questa spiegazione oggi non è più sufficiente (ad esempio). Quindi le parole dei complottisti sono oro colato? No. Renzi e gli altri criminali al governo sono giustificabili e quindi perdonabili per aver eseguito gli ordini? Secondo le sentenze dei processi di Norimberga e Tokyo… no! Esiste un’entità, un “elite” che si nasconde dietro le mosse geopoliche/mondialistiche? Potrebbe… e quasi quasi incomincio a crederci.
    Ciò mi rende fatalista, inteso come loro hanno vinto, noi siamo morti che camminano? Col ca..o! Finché avrò sangue europeo nelle mie vene combatterò persino contro i mulini a vento se quest’ultimi si rilevano nemici nel mio Popolo.

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