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Roma, 7 feb – Virginia Raggi è sindaco di Roma ormai dal 2016: inutile negare che, sebbene avesse ereditato una situazione già critica, da quando è entrata in Campidoglio l’amministrazione grillina ha contribuito al collasso della situazione cittadina. Roma è una giungla e non solo per modo di dire: i parchi pubblici sembrano ambientazioni salgariane, il trasporto pubblico è simile per efficienza a quello di Calcutta e nelle strade vi sono tanti crateri tanti quanti ne esistono sulla superficie lunare. Il tempo di addossare le colpe di questi problemi esclusivamente alle giunte precedenti è ormai scaduto. Il governo del “cambiamento” della giunta capitolina sembra non essere mai entrato in vigore: la nostra “sindaca” invece di porre a mente importanti questioni di ordine pubblico e decoro urbano preferisce alternare gaffe a “marchette” antifasciste cercando di raccogliere consensi, accanendosi contro lo “spauracchio” fascista.
Oggi enumeriamo le cinque peggiori idee e dichiarazioni del sindaco di Roma.

5) La “funivia” – Nostalgia della settimana bianca? Con la giunta Raggi potrete combatterla, cittadini romani. Se gli autobus prendono fuoco, la metro e le sue scale mobili vi spaventano (comprensibilmente) e i tassisti scioperano, la soluzione è presto detta: funivia.
Il progetto che secondo Virginia si realizzerà entro il 2021 dovrebbe collegare per via “sospesa” la zona di Casalotti  a quella di Battistini. Un’idea tanto innovativa da essere risultata, per molti cittadini dell’Urbe, assurda ed inutile. Ma è tipico dei geni quello di essere incompresi, vero Virgì? Ciò che non è ancora stato ben compreso è anche dove si prenderanno i soldi per questa imprescindibile opera pubblica. I fondi sono stati prima messi a disposizione poi bloccati. Poi si è parlato di convenzione con l’azienda per la mobilità capitolina già in cattivissime acque economiche. Eppure la Raggi non molla, crede nel progetto: ancora ad agosto contava di “avviare i lavori entro la fine del suo mandato”. Per fortuna “qualcuno” ha alzato la voce contro questa follia….

4) Le pecore tosaerba – Roma è una delle città più verdi d’Europa. Il problema è che sta assumendo aspetti sempre più selvatici anche dove dovrebbe esserci arredo urbano. Tutto il verde della Capitale è abbandonato a sé stesso, dai grandi parchi all’aiuola sotto casa. Dalla settimana di intemperie che si è abbattuta sulla città a novembre scorso molti sono gli alberi caduti a terra (che erano sicuramente già morti) e ancora debbono essere raccolti. I bandi per la manutenzione del verde pubblico sono rimasti bloccati per due anni e solo adesso nel 2019, e con grande fatica, le società aggiudicatarie dell’appalto iniziano a lavorare. Davanti a questa emergenza la nostra prode Virginia tira fuori un coniglio dal cilindro: o, per meglio dire, un ovino. A maggio 2018 ha firmato un accordo con Coldiretti per la creazione del cosiddetto “ecopascolo”. A prendersi cura dell’ordine dei prati nel parco degli Acquedotti, di Centocelle o dell’inviolatella Borghese saranno greggi di pecore che, mangiando, fungeranno da “tosaerba”. Si, qualcuno di voi farà immancabilmente notare che all’alimentazione corrisponde negli animali la produzione di feci e che “quella” non è l’erba ideale per gli ovini. Altri non mancheranno di specificare che tale soluzione non può essere una panacea e che la situazione è gravissima al di fuori dei grandi parchi. Ma Virginia, si sa, deve essere nostalgica delle vedute di Roesler-Franz.

3) Nomi, cose, città: la toponomastica antifascista – Nel grande monopoli della città di Roma una delle priorità date dal sindaco del Movimento Cinque Stelle è senz’altro quella che riguarda i nomi delle vie. La brava Virginia, infatti, dopo tanti sindaci dimentichi di questo importante scandalo, ha “finalmente” cambiato la toponomastica “fascista” che osava ricordare scienziati come Arturo Donaggio (luminare della psichiatria), Edoardo Zavattari (biologo ed esploratore) colpevoli di aver firmato nel 1938 il “Manifesto della razza”. Dello stesso stampo è la sua iniziativa atta a bloccare l’intitolazione di una vita Giorgio Almirante, leader del Movimento sociale italiano: non sia mai rendere “omaggio” a un personaggio politico che ha a buon diritto fatto parte della molteplicità di voci nella storia del nostro Paese – una nazione che, seppur appena uscita da una guerra mondiale con il suo bagaglio di divisioni interne, non ha negato l’accesso alle istituzioni ad un movimento come quello capitanato da Almirante. Riesce la Raggi dove non è arrivato il più bieco antifascismo: potremmo parlarle di damnatio memoriae (ammesso che capisca di cosa si tratti).

2) Le Foibe  nelle scuole? Spiegate dall’Anpi – Il sindaco Raggi, si sa, fa della democrazia e della pluralità di opinioni le sue linee guida. E così quale migliore idea, in occasione delle commemorazioni del 10 febbraio riguardanti la tragedia delle foibe, se non lasciare che siano i membri dell’Associazione nazionale partigiani italiani ad educare i giovani romani? Qualcuno – nello specifico Oliviero Zoia, il presidente della onlus “Giuliano Dalmata nel cuore”, ovvero uno che di “queste cose” dovrebbe intendersene (e magari parlarne lui, nelle scuole) – ha giustamente fatto notare: “In questo modo si sposta di 180 gradi quello che è realmente accaduto in quelle terre martoriate nel dopoguerra alla popolazione civile tra foibe e conseguente esodo di 350.000 italiani, dimenticando completamente la collaborazione (documentata) tra partigiani della Brigata Garibaldi e partigiani titini“. E’ come se, insomma, il primo cittadino di Roma decidesse di far parlare, in un paragone tra il serio ed il faceto, del ratto delle Sabine Romolo e i suoi compagni. A tanto arriva la voglia di piaggeria e di accumulare consensi a buon mercato dell’inquilina del Campidoglio. Una scoperta in età senile dell’antifascismo che non stentiamo a credere, sia ben poco dettata da idealismo e molto più prosaicamente dalla necessità di tenersi buono il paniere di voti sinistrorsi.

1) Roma Amor … Rom. – Il piano di inclusione di “rom, sinti e caminanti” ideato nel dall’assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre procede a gonfie vele. Quale soluzione trovare al fine di inserire nella società i quasi duemila nomadi costretti – dalla stessa Raggi – ad abbandonare le baraccopoli capitoline? Semplice, saltando a piedi pari le graduatorie di accesso agli immobili dell’Azienda territoriale per l’edilizia pubblica di Roma “regalando” direttamente case popolari alle famiglie rom. Come mai non ci erano arrivati i sindaci che hanno preceduto la Raggi? Forse perchè nemmeno nei più apocalittici scenari “politicamente corretti” qualcuno aveva pensato di concedere – sulla base di quali diritti? – “bonus casa” di circa 800 euro al mese a famiglie che non hanno alcuna voglia o interesse di contribuire alla crescita del territorio. Spezziamo una lancia a favore dell’amministrazione targata Virginia ricordando che aveva tentato vie alternative a questa come, ad esempio, quella di stanziare ulteriori risorse economiche promettendo soldi ai cittadini romani che avessero ospitato una famiglia di nomadi in casa propria. Incredibilmente, questa iniziativa non ha raccolto l’entusiasmo sperato da parte degli già esauriti abitanti dell’Urbe – che, tra un furto e l’altro sulla metro da parte di gang di teenager rom, comprensibilmente non se le vogliono trovare anche in corridoio.

Ilaria Paoletti

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18 Commenti

  1. Ho votato Raggi con senso di soddisfazione per l’opportunità di voltare pagina rispetto a un passato orribile. Ebbene la Raggi è riuscita a farmi rimpiangere tutti i precedenti sindaci da Rutelli a Ignazio Marino.

  2. Nell’articolo avete scordato che per i topi ha cercato.di arruolare i gabbiani per le zanzare le rane e per l’immondizia I maiali e i cinghiali. Poi dite che non è verde? Obbiettivamente avete ragione non è verde è proprio demente, ma non esiste una legge dove si può chiedere l’allontanamento.di esseri cosi nocivi per il prossimo? E aspettate perché adesso ne vedemo delle.belle con lo.stadio della Roma che non è della società calcistica ma di un’azienda privata di Pallotta, (interesse pubblico??), vediamo se tutte le osservazioni fatte verranno fatte prima dello stadio come dice la.legge. Ma sicuramente la.pantecana e qualche suo vice avranno già un’appartamento assegnato nei palazzoni. Quindi prima i palazzi lo stadio e poi forse le infrastrutture. Povera città come te stanno a rovinà.

  3. Non riesco a capire perché pretendete che tutto lo schifo e la disastrosa gestione della cosa pubblica realizzata attraverso clientelismo, ingiustizie e corruzione da più di trenta anni vengano risolti in un anno o poco più. Aprite gli occhi e la mente, non siate masochisti, siete stati già umiliati e seviziato abbastanza. A questo punto niente e nessuno potrà fare più danni. Hanno bruciata un’intera generazione!

  4. Ilaria paoletti sprizza invidia e livore contro Virginia Raggi da fare schifo. Si vergogni. Lei è una persona disgustosa che scrive senza riflettere ma solo per attaccare faziosamente una persona. Ha il mio (e non solo mio) totale disprezzo. Le auguro.il peggio che.possa succedere ad una persona perchè lo merita.

  5. Ancora una volta ci si scontra con la memoria, invocata giustamente per le foibe. Confonde gente perbene con delinquenti, questa la sentenza su Marino. Roma è piu pulita, basta vedere immagini del 2015. I mezzi funzionano meglio, prima erano fermi. Ci accorgiamo che della nostra sicurezza prima se ne fregavano. Le do ragione sulle strade, dove si è fatto poco.

  6. È la giunta delle assunzioni, mancavano altri vigili urbani,non bastavano quelli che ci sono,politica del favoritismo poi,decadono e noi lo prendiamo in quel posto.

  7. Questo articolo è pieno di imprecisioni faziose quanto il numero di virgolettato usato. Già che pure la parola sindaco viene scritta tra virgolette si intuisce il livello professionale della firmataria -signora Paoletti!!

  8. il peggior sindaco di Roma? difficile dirlo, c’è una sfilza di gente che meriterebbe l’ergastolo e che invece è ancora in circolazione, meglio non fare nomi, sono ancora troppo presenti. Ma questa qui…già una che si fa chiamare “sindaca” (da “sindaco”, sostantivo solo maschile che non vuol dire maschilista) mi fa rabbia, non solo, ma constatare come ha ridotto Roma m’indurrebbe a darle due sberle su quelle orecchie a sventola che inutilmente tenta di coprire con i capelli…Buche sui marciapiedi che mettono a repentaglio l’incolumità di chiunque, buche sull’asfalto che somigliano a voragini, tempi d’attesa dei mezzi pubblici allucinanti (ieri ho atteso sotto il sole il 23, attendendo, senza traffico, un’ora e 10 minuti), “monnezza” dovunque, talmente dovunque e ovunque da impedire perfino l’accesso ai cassonetti a meno di non rischiare il morso di un topo o ferite ai piedi per i più volenterosi, l’Ama che pretende i soldi pur non offrendo alcun servizio ai cittadini, nigeriani furbi che piazzano i 4 cestelli agli angoli di ogni marciapiede e che poi si appostano dietro le macchine per vedere se metterai l’euro (i centesimi sono sgraditi) e nigeriani che, come spesso mi accade, infastidiscono le donne sole e dunque sicurezza zero. Insomma, ma costei, che cosa fa con i nostri soldi??????????Perché qualcuno non la caccia a pedate per indegnità e inerzia? Sono anni, che ce ne lamentiamo e ne parliamo ma ancora siede ineffabile sul proprio scranno. Chiediamo a gran voce la sua rimozione, un qualunque signor Rossi saprebbe fare di meglio. Pussa via.

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