Roma, 19 apr – Carletto se ne è andato. Mercoledì sera un arresto cardiaco (dopo un complicato intervento chirurgico) ha causato la morte di Carlo Giannotta, 66 anni, figura storica dell’attivismo politico romano negli anni ’70, ’80 e ’90. “Carletto”, come lo chiamavano tutti con affetto, aveva iniziato la sua militanza politica nella sezione del Movimento Sociale Italiano di Tor Pignattara, trincea politica fisica oltre che ideale. In quegli anni difficili infatti le violenze dell’estrema sinistra erano all’ordine del giorno, i militanti di quelle sezioni di “frontiera” nelle zone più popolari della Capitale erano costretti a fronteggiare fisicamente i comunisti.

Battaglie sociali e di autodifesa per le quali serviva un discreto coraggio, qualità di cui Carlo Giannotta non ha mai difettato. Legato al gruppo umano della storica palestra di Angelino Rossi al prenestino, insieme agli altri volontari correva in soccorso e interveniva nelle situazioni di piazza più critiche su tutto il territorio di Roma. Spesso lontano dai riflettori, in nome di quella militanza ideale che era un marchio di famiglia. Il padre di Carlo Giannotta, Raffaele, fu tra i fondatori della storica sezione di Colle Oppio, vero e proprio rifugio nell’immediato dopoguerra per tanti reduci.

Legato anche personalmente a Giorgio Almirante del quale fu collaboratore, per un periodo lavorò al Secolo d’Italia curando la logistica, prima di entrare all’Ama (la municipalizzata romana dei rifiuti). Verso la fine degli anni ’80 divenne segretario della storica sezione di Acca Larenzia, la quale mantenne sempre una certa autonomia anche di fronte alle scelte più discutibili del partito. Tra tutte la svolta di Fiuggi del 1995, che vide Giannotta e la sezione di Acca Larenzia (unica tra le sezioni missine storiche) rifiutare il progetto di Gianfranco Fini e aderire per un breve periodo alla Fiamma Tricolore di Pino Rauti.

Segnato dalla morte del figlio Fabio nel 2014, Carlo è stato un padre amorevole per i suoi altri tre figli e un punto di riferimento per la destra radicale romana. Capace di essere una figura sopra le parti ha sempre saputo portare grande equilibrio nelle più disparate controversie, diventando un punto di riferimento per tutti. Grazie a lui si è conservata la memoria storica della sezione di Acca Larenzia ed ha svolto un ruolo fondamentale nelle celebrazioni per il 7 gennaio, chiamando anche il “Presente!” nel 2017. Anche in questi ultimi mesi che hanno preceduto la sua morte aveva proseguito con le battaglie sociali che hanno contraddistinto tutta la sua vita, sostenendo in particolar modo le distribuzioni alimentari di CasaPound nelle zone più difficili di Roma.

I funerali si terranno  oggi alle 15 nella chiesa di San Bonaventura in via Marcio Rutilio vicino a via dei Romanisti. Un’occasione per dare l’ultimo saluto a Carletto, militante storico e simbolo di una Roma che non c’è più.

Davide Romano

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