Roma, 19 apr – Si alza il livello di scontro tra Matteo Salvini e Virginia Raggi, che, per attaccare il ministro dell’Interno, torna ancora una volta a chiamare in causa (a sproposito) lo sgombero di CasaPound come priorità assoluta tra le cose da fare nella Capitale. “Io dico che Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali irregolarità, non faccio il pm e non faccio il giudice, decideranno loro se ci sono stati reati. Ma se un sindaco della città più importante d’Italia dice ‘i romani fuori dalla finestra vedono la merda’ e ‘ho la città fuori controllo’ è un giudizio politico il mio. Non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro faccia il sindaco”. Così il vicepremier torna all’attacco del sindaco di Roma dopo lo scandalo delle intercettazioni tra l’esponente pentastellata e l’ex presidente di Ama, la società di gestione dei rifiuti capitolina. Intercettazioni in cui la Raggi intimava di modificare il bilancio dalla società di rifiuti.

Salvini: “Se hai la città fuori controllo, cambia mestiere”

Il leader della Lega ci tiene a specificare che la sua non è polemica politica: “Se un sindaco dice ‘ho la città fuori controllo’, dico ‘amica mia cambia mestiere’. Pensavo che i 5 stelle a Roma facessero qualcosa di meglio. La prossima volta i romani sceglieranno qualcosa altro”. Il leghista, nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta andata in onda ieri su Rai1, ha poi rincarato la dose: “Vuol dire che non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro lo faccia”.

Raggi: “Se fossi io il ministro, andrei a sgomberare CasaPound”

“Salvini se invece di cambiarsi le felpe andasse a lavorare sarebbe meglio. Se mi desse la felpa da ministro dell’Interno per un giorno vado intanto a sgomberare CasaPound. È una delle prime cose che potrebbe fare. Qui ognuno si crede più bravo dell’altro: iniziasse a fare il ministro dell’Interno“. E’ la replica della Raggi intervenuta a PiazzaPulita su La7. Ancora una volta, dunque, il sindaco di Roma per attaccare il leader della Lega preferisce “mettere in mezzo” lo stabile occupato da 18 famiglie in emergenza abitativa – quando nella Capitale ci sono delle vere e proprie bombe sociali pronte ad esplodere. Ancora una volta cerca di spostare l’attenzione su una occupazione che – come lei per prima sa bene – non è ritenuto prioritario sgomberare.Poi l’esponente pentastellata, nella stessa ottica di “depistaggio” dell’attenzione mediatica (e in evidente difficoltà, visto che dovrebbe soltanto che dimettersi), se la prende ancora con Salvini: “Ogni volta che il ministro parla non si capisce se parla come capo politico, come segretario del suo partito o come ministro dell’Interno. Qui c’è una grave questione di imbarazzo istituzionale, perché il ministro dell’Interno dovrebbe stare vicino ai sindaci, a tutti, che sono in prima linea. Invece vuole commissariarli. I prefetti lavorano accanto ai sindaci, non al loro posto”.

Di Maio: “Lega nervosa e per ripicca se la prende con la sindaca”

Come se non bastasse, il capo politico del M5S Luigi Di Maio, arriva in soccorso della prima cittadina di Roma: “La Lega è un po’ nervosa e ha adottato questa ripicca verso la sindaca Raggi che non è indagata. In quell’audio la sindaca diceva al capo di quella società dei rifiuti che non può aumentare la Tari perché vedono già la devastazione sui rifiuti. Lei chiedeva di mettere a posto i bilanci, quindi io ‘sto scandalo non lo vedo. Si è montata questa cosa, il gruppo L’Espresso ha fatto questo scoop, va bene…”. Così il vicepremier nel corso della trasmissione Dritto e rovescio in onda su Rete4.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. imbarazzante davvero.

    credevo dopo aver visto il “discorso” di tale Greta Comesichiama sulla “fine del mondo” tra dieci anni esatti (con tanto di giorni ed ore in questo “Mayano” suo computo) di averle viste tutte….

    ma questo intervento qui – strutturato in versione “strappa-applausi” da pubblico compagnoide schierato in studio – li batte tutti davvero.

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