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San Zenone al Lambro, 26 mar – Ennesimo episodio di violenza da parte di un “ospite” di un centro di accoglienza ai danni di un operatore. È accaduto poco distante da Milano, nella serata di domenica, nell’ex hotel Ambra di San Zenone al Lambro. Qui da tempo alloggiano circa 150 clandestini, assistiti dal personale della fondazione “Fratelli di San Francesco d’Assisi”. Ieri sera una lite è culminata con le botte a un operatore, che è ricoverato in gravissime condizioni.
Un immigrato clandestino, diciottenne arrivato dalla Costa d’Avorio, senza un reale e serio motivo ha iniziato una discussione verbale con l’operatore della struttura, un 60enne egiziano dipendente della cooperativa “Insieme si può”, che presta servizio nel centro. Una lite che è degenerata, con l’immigrato che ha cominciato a prendere a calci e pugni il 60enne, che è caduto a terra svenuto.
Immediati i soccorsi, che hanno riscontrato la gravità delle ferite e hanno trasportato l’operatore al Policlinico di Milano. Qui i medici gli hanno riscontrato una emorragia cranica, e l’uomo è in pericolo di vita. Poco dopo l’aggressione i carabinieri della compagnia di San Donato hanno bloccato il diciottenne ivoriano e lo hanno arrestato. Nella giornata di oggi verrà processato per direttissima e dovrà rispondere dell’accusa di lesioni gravissime. 
Il centro di accoglienza di San Zenone al Lambro era già salito agli onori delle cronache nei mesi scorsi, quando una ventina di clandestini qui ospitati era scesa in strada e aveva bloccato la via Emilia per due ore. Una protesta clamorosa, nata in seguito al mancato riconoscimento della protezione internazionale per cinque persone, una procedura che avrebbe loro garantito di poter essere accolti in Italia con lo status di rifugiati. Con la decisione di respingimento della domanda per i cinque clandestini si sono aperte le porte dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione, in attesa di ricevere un decreto di respingimento e l’ordine di rimpatrio. Prima ancora nell’ex hotel si erano verificate altre proteste da parte degli immigrati per via della qualità del cibo a loro servito e dell’alloggio.
Anna Pedri
 



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5 Commenti

  1. ferma restando la umana solidarietà dovuta al signore aggredito e purtroppo in fin di vita,
    aggressore Ivoriano,aggredito Egiziano…
    ma siamo ancora nel nostro Paese chiamato Italia ?

  2. …..essendo l’aggredito egiziano, ”forse”. il marrone verrà condannato…il marrone ha sbagliato obiettivo…

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