Il Primato Nazionale mensile in edicola

Biella, 9 lug – Nel 1996 la famiglia Ferraro, incolpata ingiustamente di abusi sessuali, si suicidò: persero la vita nonno, nonna, zia e padre del bambino “accusatore”. Si erano sempre dichiarati innocenti, ma non vennero creduti. Il loro biglietto di addio recitava queste parole: “In una nazione in cui non c’è verità né giustizia non si può vivere”. E oggi, alla luce di quanto emerso nell’indagine Angeli e Demoni la psicologa Alessandra Lancellotti, che seguì la famiglia come consulente di parte, chiede la revisione del processo per fare onore alla loro memoria.

“Distrutta una famiglia”

La famiglia Ferraro, composta da nonno, nonna, zia e il padre di Angelo, venne accusata di rapporti incestuosi col bambino e con la sua sua cuginetta. Angelo molto probabilmente era solo manipolato dalla ex moglie vendicativa del padre. Ritrattò più volte le violenze, salvo poi essere “coadiuvato” dallo psicologo Claudio Foti.  Si tolsero la vita ingerendo sonniferi e respirando il gas di scarico dell’auto di famiglia. “Si basò tutto su una narrazione bugiarda” sostiene la Lancellotti “che distrusse un’intera famiglia nell’impossibilità di provare la propria innocenza”. La psicologa presidente dell’associazione Padri Separati, ci sarebbe una innegabile correlazione tra il caso della famiglia Ferraro del 1996 e l’inchiesta Angeli e Demoni che incrimina i servizi sociali dei Comuni della Val d’Enza nel business degli affidi illeciti e delle violenze ai bambini. La Lancellotti, ora, vorrebbe che il caso della famiglia Ferraro venisse riaperto.

“Abusi sessuali falsi”

“Ancora oggi molti bambini vengono portati via dai rispettivi genitori per presunti abusi sessuali falsi” insiste la Lancellotti “al solo scopo di guadagnare da un grande giro di soldi e interessi, e di fatto distruggendo famiglie intere e la vita dei bambini” e ancora oggi dopo vent’anni, prosegue la psicologa “si scoprono ancora giochi maledetti”. “L’orribile vicenda del 1996 in provincia di Biella” dichiara la Lancellotti “si ricollega drammaticamente al presente con la vicenda scoperta negli scorsi giorni a Reggio Emilia”. Cristina Roccia, una delle terapeute coinvolte nell’inchiesta Veleno e Claudio Foti, psicologo e direttore della Hansel e Gretel, ex marito di Roccia, sono oggi agli arresti domiciliari per l’inchiesta di Reggio Emilia: furono gli esperti incaricati di scrivere le perizie della famiglia Ferraro in cui vennero accusati di pedofilia. “Un caso analogo nel quale i Pm accusano psicologi e assistenti sociali di aver sottratto bambini alle famiglie per trarre profitti dagli affidi” ribadisce la Lancellotti. Paolo Crepet del suicidio disse che era “un’ammissione di colpa”. Ad oggi esiste una famiglia distrutta e due bambini senza legami e  senza verità.

Ilaria Paoletti

2 Commenti

  1. Meglio che questi ladri di bambini altrui o pedofili e loro complici siano fermati dalla giustizia se colpevoli perchè prima o poi qualcuno che si faceva vendetta da solo avrebbe attraversato la loro trada.Andrebbero, se provati colpevoli, oltrechè mandati in galera a vita privati anche della patria potestà di eventuali figli in quanto esseri umani indegni di fare da genitori

Commenta