Roma, 21 feb – Da “Garante della comunicazione” a “Garante dell’immigrazione”?. Cala la scure dell‘AgCom (il Garante delle Comunicazioni) sui cosiddetti “reati d’odio”. Le televisioni italiane rischieranno una multa da 10 mila fino a 250 mila euro ogni volta che in una trasmissione verranno violate le severe norme che ora regolano il modo in cui si può (e non si può) parlare degli immigrati. Una maggiore tutela verrà fornita anche alle donne vittime di violenze: nessuno potrà più insinuare su social e canali televisivi che la donna “se l’è cercata” o avere atteggiamenti denigratori. La supervisione del Garante sulle trasmissioni sarà incessante. Se, dopo i continui richiami, le emittenti risulteranno “refrattarie” alle norme imposte, scatteranno le (salatissime) multe. Nuovi vincoli previsti anche per radio e piattaforme come YouTube.

“Percezione distorta”

Nell’introduzione al regolamento si sostiene che gli italiani hanno “maturato una percezione non realistica sugli stranieri”, e questa presunta distorsione della realtà troverebbe le sue origini dalle fake news e dal linguaggio utilizzato in alcune trasmissioni televisive. E’ giunta l’ora di dare un giro di vite a questa situazione, e mettere la mordacchia a tutte quelle realtà che non si allineano con la vulgata del “buon immigrato”. Come riportato da Repubblica, durante l’osservazione dei soggetti televisivi in esame, verrà valutato:
– lo stile di conduzione del giornalista o del presentatore;
– il titolo dei servizi giornalistici, le immagini a corredo, le scritte in sovraimpressione;
– le dichiarazioni degli ospiti e degli opinionisti in studio;
– le contromisure del giornalista quando un ospite pronuncerà parole di odio;
– le reazioni degli altri ospiti della trasmissione;
– la condotta del pubblico in studio (come applausi o fischi);
– i contenuti degli sms che, eventualmente, lo spettatore spedirà da casa;
– infine la presenza di rappresentanti di migranti o donne, a garanzia del pluralismo.

Monitoraggio costante

Ogni tre mesi, YouTube e le altre piattaforme video dovranno inviare all’AgCom un rapporto di monitoraggio delle attività degli utenti, specificando i metodi utilizzati per scovare e cancellare i video razzisti o intolleranti. Nel caso un programma o un telegiornale si sia macchiato di un “reato dell’odio”, il Garante ordinerà la trasmissione di un messaggio di scuse e pentimento. Tutte le emittenti e le piattaforme di condivisione sociale dovremmo programmare trasmissioni che parlino di inclusione e di tolleranza, soprattutto in Rai in quanto titolare del servizio pubblico.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. I vituperati “protocolli” lo dicevano piu’ di un secolo fa’ : “verranno varate leggi ad estrema tutela di minoranze indesiderabili, moleste e criminali per tacitare e annichilire le masse autoctone”. Più chiaro di cosi!!!…..

  2. Siamo alla follia pura,alla dittatura comunista maoista,alla volontà ignobile
    di rieducare i sudditi e schiavi italioti……… Siamo al vomito ed alla pura nausea , dunque noi italiani contiamo meno di niente………in ogni caso riaffermo che gli assassini , bastardi e stupratori , di Pamela e Desirée sono delle bestie negroidi immonde,dei cani tribali ed analfabeti ,dei parassiti ignobili che dovrebbero marcire nelle galere africane………ovviamente con tutto il rispetto per gli amici a quattro zampe,solo per loro.

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