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Alain Delon replica secco ai neofemministi: “La mia carriera non si discute”

by Eugenio Palazzini
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Roma, 15 mag – La ghigliottina del neofemminismo puritano ha tentato di abbattersi anche su Alain Delon. Uno dei sex symbol più famosi della storia del cinema è stato accusato delle peggiori nefandezze e agli scomposti protestatori protestanti, versione quaccheri del terzo millennio, non è andata giù la Palma d’oro alla carriera assegnata all’attore francese.

Profondamente turbato da questi strepiti, si intende a causa del novero infinito di sbadigli suscitati, Delon ha risposto per le rime ai contestatori che almeno questa volta non hanno condizionato più di tanto il festival di Cannes. “Mi si può amare oppure no, ma non si può contestare la mia carriera”, ha detto l’attore transalpino a un giornalista del quotidiano Le Figaro.

Delon ha poi commentato la petizione pubblicata online contro di lui. Ennesima trovata di impegnati perdigiorno che intendono denunciare la sua presunta misoginia, oltre alla sua presunta omofobia e al suo altrettanto presunto razzismo. “Che cos’è? Ho l’impressione che il suo autore cerchi soprattutto di mettersi in mostra. Chi è? E perché proprio adesso?”, ha replicato Delon a riguardo. La nauseante e del tutto inutile polemica risale al 2013, quando Delon venne intervistato da Anne-Sophie Lapix, durante il dibattito sul Mariage pour Tous.

Contro le adozioni gay

“Avevo soprattutto detto che non me ne importa assolutamente nulla se i gay si sposano. Ma che c’è una cosa che non voglio, e sono le adozioni, perché un figlio ha bisogno, a mio parere, di una mamma e di un papa”, ha detto l’attore. Concetto legittimo, condivisibile eppure inaccettabile per i gendarmi del pensiero unico che anche in Francia provano in tutti i modi a imporre a tutti la loro visione del mondo. Senza mai soffermarsi a ragionare, per poi confrontarsi tranquillamente sul piano delle idee. Sforzo titanico quando si è nani.

Eugenio Palazzini

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1 commento

blackwater 16 Maggio 2019 - 7:10

“Adel” una leggenda,già parà volontario nella guerra di Indocina,amicissimo di un altro parà come JM Le Pen,nonchè di un mito delle arti maziali come Dominique Valerà.

lasciamo pure a tutti gli altri un Nanni Moretti qualsiasi, magari mentre faceva i “girotondi”,noi ci teniamo il nostro paracadutista,una delle ultime figure di una Francia ormai persa per sempre.

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