Roma, 10 dic – L’Antitrust ha comminato una multa di 60 milioni di euro al colosso anglo olandese Unilever per aver imposto ad alcuni locali i prodotti marchiati Algida escludendo agli esercizi commerciali la possibilità di vendere gelati di altri marchi.
Ad aver segnalato questa scorrettezza è una piccola azienda italiana produttrice di ghiaccioli, La Bomba, che ha sede a Santarcangelo di Romagna. La piccolissima ditta italiana si è rivolta all’Antitrust segnalando due distinti episodi di scorrettezza da parte di Unilever, la prima nell’aprile del 2013 e la seconda nel maggio del 2015. Unilever, attraverso il marchio controllato Algida, ha imposto ai rivenditori la commercializzazione esclusiva dei suoi gelati confezionati impedendo con contratti ben studiati e vincolanti la vendita di prodotti di altre aziende.

In una nota dell’authority si legge: “L’adozione da parte di Unilever di una strategia escludente a danno dei concorrenti (sia quelli piccoli che quelli di maggiore dimensione), composta da un ampio utilizzo di clausole di esclusiva merceologica e da una serie articolata di ulteriori condizioni fidelizzanti, strumenti di politica commerciale e condotte complessivamente volti a mantenere, formalmente o sostanzialmente, l’esclusiva delle forniture agli esercizi commerciali che costituiscono la propria clientela, ostacolando, per tale via, la concorrenza sul mercato“. Di conseguenza attraverso questi contratti la Unilever ha obbligato o incentivato “la clientela di Unilever a mantenere in offerta una sola marca di gelato, arrecando un sostanziale pregiudizio alla libertà di scelta del consumatore finale, limitandone la possibilità di reperire i gelati offerti dai concorrenti che, per qualità e gusto, avrebbero potuto essere preferiti a una parte dei gelati Algida”.

Ampiamente soddisfatti i proprietari della piccola azienda romagnola che in un’intervista affermano: “Tutti ci dicevano ’voi siete matti’ a fare questa segnalazione all’Antitrust. Ma non volevo abbassare la testa, volevamo combattere la nostra guerra e la nostra battaglia. E per fortuna abbiamo avuto ragione”. Di contro la Unilever respinge le accuse dicendosi pronta a fare ricorso con una ampia e corposa documentazione a sostegno della propria tesi.

Di certo, anche in questo caso la guerra potrebbe apparire impari: da una parte gli uffici legali di una multinazionale e dall’altra qualche studio di avvocati romagnoli a cui è stato dato l’incarico di difendere le legittime istanze di una piccola realtà industriale italiana.
Unilever è proprietaria di oltre 400 marchi che spaziano dal campo dell’alimentazione e delle bevande fino ad arrivare ai prodotti per l’igiene e per la casa. Solo per elencarne alcuni citiamo la Bertolli, Valsoia, Coccolino, Lysoform, Knorr, Svelto e molti altri nomi di largo consumo.
Non è sempre detto che l’orca possa inghiottire tutto. A volte anche il pesciolino più piccolo può rappresentare un boccone indigesto.

Giuseppe Maneggio

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