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Alle radici del sovrasentimentalismo della cultura occidentale

by La Redazione
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Roma 27 mar – La civiltà europea, al momento, è sotto attacco, non serve ripeterlo. Sotto attacco da parte del globalismo come dell’islamismo. Noi abbiamo la fortuna di essere nati nel periodo giusto per essere al centro di una rinascita culturale europea che possa dare qualcosa di duraturo ed eterno alle future generazioni, qualcosa in cui credere. Pertanto, questo è il momento migliore che ci sia per fare un’opera di pesante autocritica della nostra cultura. Fare notare i problemi e le contraddizioni insite nel profondo dell’inconscio collettivo europeo, e finalmente risolverle. È il caso di dirlo una volta per tutte: la civiltà europea ha un problema nell’ambito dei rapporti intersessuali, dell’amore e della sessualità in generale. Le giovani femmine e i giovani maschi europei crescono esposti ad un’educazione nei rapporti con l’altro sesso del tutto tossica. In particolare: le donne vengono educate al narcisismo, alla superficialità e alla ricerca delle emozioni inflazionate a scapito degli investimenti a lungo termine. Gli uomini vengono educati a credere che assecondare la superficialità delle donne sia l’unico modo di accedere al loro favore, favore che sarebbe poi la massima aspirazione a cui un uomo dovrebbe tendere. Quanti di voi avranno mai visto, in qualche vecchio film americano, la scena in cui una coppia cammina per strada, si para davanti una pozzanghera, e dunque l’uomo getta la sua giacca sulla pozzanghera per far passare la donna? Ora, è risaputo che questa usanza non sia mai stata praticata se non nei film, ma il concetto rimane, e il succo del concetto è semplice: la pozzanghera può essere aggirata. Sembra una cosa di poco conto, ma quello che questa tipica scenetta comunica nell’inconscio dello spettatore è qualcosa di pesante: comunica che rendersi oltremodo servili ad una donna, con lo scopo egoistico di ottenerne i favori emotivi e sessuali, è più importante del progresso scientifico dell’umanità; e mi chiedo quanto questo topos cinematografico sia stato influente sull’inconscio collettivo della civiltà Occidentale.

sovrasentimentalismo nei filmMa andiamo più sullo specifico, voglio portare esempi concreti di come la cinematografia di massa influenzi tossicamente le usanze intersessuali della civiltà, e per farlo prenderò due dei film più famosi dell’ultimo decennio. Film presentati come storie d’amore, ma che d’amore hanno ben poco.
Il primo filmè Forrest Gump che è la storia di un uomo fisicamente e psicologicamente svantaggiato che si ossessiona per una donna di nome Jenny che era gentile con lui quando erano ragazzini. Questa vive la vita da hippy andando a letto con tossici vari per tutta la sua vita e ovviamente contraendo l’HIV. Nel frattempo, Forrest diventa un eroe di guerra nonché un uomo d’affari di grande successo, potrebbe tranquillamente trovarsi una donna che lo ami e vivere una vita felice… ma continua ad avere Jenny in testa, sente che, per qualche ragione che il film non si degna di spiegare, non può essere felice. Non appena la notizia del successo economico di Forrest si diffonde, guarda caso arriva da lui Jenny e scopre di essere sempre stata innamorata di lui, hanno un rapporto sessuale, ma Jenny decide di abbandonarlo ancora. Appena Jenny scopre di avere i giorni contati, sposa Forrest e lo lascia con un figlio da crescere.

Jack e Rose sovrasentimentalismoIl secondo film è Titanic, che è la storia di una ragazza dell’alta società di nome Rose promessa sposa ad un uomo ricco (per cui non prova niente, ma comunque un uomo attraente ed educato) che sopra una nave conosce un uomo povero di nome Jack, che fa il pittore, “prova qualcosa” per lui e ha un rapporto sessuale con questo. Si dichiarano amore eterno, così tanto che alla fine lei lo lascia morire congelato nel Mare del Nord (è stato dimostrato dai Mythbusters che ci stavano in due). Decenni dopo viene chiamata dai cercatori di tesori per aiutarli a ritrovare una preziosissima collana di diamanti; a questo punto Rose racconta la storia di questo Jack che aveva precedentemente tenuta nascosta a tutti, incluso il suo futuro marito. Alla fine, decide di gettare in mare una collana che avrebbe permesso alla sua famiglia di vivere di rendita in nome di un uomo con cui aveva avuto un breve affaire da adolescente.

Tanti altri esempi simili possono essere riportati. In generale, il messaggio che la cultura di massa trasmette è il seguente: “Donne, dovete obbedire soltanto alle vostre emozioni personali a scapito del vostro futuro e di chi vi sta intorno; uomini, dovete assecondare il più possibile ogni comportamento antisociale delle donne se volete ottenere il loro favore, e senza il loro favore non sarete mai e poi mai uomini completi.”

Il femminismo non sarebbe mai potuto nascere senza questa malattia spirituale dell’Europa. L’idea che le donne siano sempre e comunque vittime e innocenti è alla base del femminismo. All’inizio di questo articolo ho scritto che la mia è una autocritica della civiltà europea. Perché autocritica della civiltà europea e non piuttosto critica della cultura di massa occidentale? Perché è con le lacrime nel cuore che dico che questa tossica rappresentazione dell’amore è insita nella civiltà europea da secoli. Le radici di essa affondano nella lirica d’amore medievale. Vediamo di enumerare i concetti fondamentali di questa corrente letteraria: idealizzazione ed idolizzazione della donna amata.

  • L’amore non deve mai essere soddisfatto. Particolare enfasi è messa sugli amori adulteri, in quanto amori teoreticamente impossibili.
  • Enfasi sulla servilità dell’uomo nei confronti della donna.
  • Enfasi sulla sofferenza per l’impossibilità di soddisfare il desiderio.
  • L’amore deve essere senza condizioni e senza responsabilità di sorta.
  • Tutte le opere dell’uomo devono essere volte alla conquista della donna amata.

Questo ideale di amore è al centro di quasi tutta la poesia bassomedievale. Nella letteratura epica la rivoluzione letteraria intercorsa tra il XI e il XII secolo è evidente: nella prima letteratura medievale la letteratura epica esalta l’onore militare, la strategia bellica, il coraggio, l’amore per la Patria e l’eroismo in difesa dell’ordine divino cosmico contro le forze del caos. Nel basso medioevo, dei cavalieri è appena accennata la virtù militare, l’enfasi è spostata sull’amore per le dame, amore che solo raramente è un amore con un “lieto fine”. Vale a dire: raramente è un amore che genera una Famiglia e una vita soddisfacente e ordinata, è un amore quasi sempre disordinato e distruttivo. Questa concezione di amore è, non serve spiegarlo, una concezione di amore tossica. La distrazione dalla salus publica, l’autoidentificazione con i propri sentimenti, l’individualismo, il sentimento che non si traduce in amore famigliare… sono tutte cose che fanno inorridire chiunque sia un difensore dei valori Romani su cui si fonda l’Europa. La concezione di amore della letteratura di massa dell’epoca è la stessa della cultura di massa odierna. A dire il vero, anche il pubblico è lo stesso. La lirica cortese era principalmente rivolta a ragazze giovani delle classi feudali, e prodotta da intellettuali lautamente stipendiati. Non salta fuori uno schema evidente? All’epoca avevano un ceto di intellettuali prezzolati a produrre opere sovrasentimali e distruttive, oggi una cultura di massa che produce opere di poco conto che fanno appello alle emozioni, allo scopo di vendere e vendere. All’epoca la cultura di massa era apprezzata da ragazze giovani semicolte, e uomini che non avevano null’altro da fare se non giostrare nei tornei e contendersi i loro favori sessuali. A discolpa delle donne delle classi feudali medievali, va detto: all’epoca i matrimoni erano combinati nei giochi di potere e di economia. Raramente queste donne avevano esperienze d’amore, e si sa che le donne hanno bisogno di vivere le emozioni intensamente; non le voglio condannare se apprezzavano opere foss’anche frivole che mettessero in scena i sentimenti. Del resto, mutatis mutandis, sarebbe senza cuore chi condannasse le donne di oggi solo perché esse sfogano il loro bisogno di sentimenti – così negato dalla società capitalista – con quello che passa il convento, fossero anche i film e la musica pop dai messaggi così distruttivi.

sovransentimentalismo letteratura medievaleSento già qualcuno muovere le dovute critiche: ma l’amore cortese era amore allegorico, la donna amata rappresentava Dio, l’amore era allegoria dell’iniziazione ecc…Non è vero. Basta leggere la letteratura interessata per accorgersi che non è vero. O meglio, è vero raramente. Tolto il Parzival di Wolfram von Eschenbach, tolto il Roman de la Rose di Guillaume de Lorris; esempi di amore come allegoria dell’elevazione sono molto pochi. Quando leggiamo i poeti occitani che parlavano di soffrire per una donna che non corrispondeva le loro attenzione, leggiamo di soffrire per una donna che non corrispondeva le loro attenzioni. E basta. Nessuna tematica esoterica dietro. Naturalmente, qualche poeta medievale che abbia afferrato il lato spirituale della devozione alla donna amata c’era, ma si tratta di casi isolati. In Italia ci fu il Dolce Stil Novo, ma il Dolce Stil Novo è una pasta tutta diversa dalla letteratura cortese medievale. Gli stilnovisti erano figli dell’Italia comunale, ed erano gente con una crapa tanta, ed erano un club abbastanza ristretto, mentre i poeti cortesi lavoravano al soldo delle dame di corte. Mentre la poesia cortese era poesia femminile, aristocratica e di massa; lo Stil Novo era poesia maschile, borghese ed elitaria. Tant’è che gli stilnovisti erano una decina al massimo, hanno scritto quattro righe rispetto al resto della poesia della loro epoca, ma da soli sono stati capaci di produrre la letteratura fondante della lingua italiana. Ad ulteriore dimostrazione che anche nelle situazioni di massima crisi l’Italia non riesce mai a smettere di essere a capo della cultura mondiale. Anche la continuità tra l’amor cortese e la cultura precristiana dell’Europa non è mai pervenuta negli studi. Sono state completamente screditate tutte le teorie di una continuità culturale tra la cultura Celtica e Germanica e l’amor cortese; è flebile la continuità ideologica tra Ovidio e gli scrittori cortesi; la teoria per cui la lirica provenzale origini nei canti femminili delle Calende di Maggio è campata per aria. Al momento, la maggior parte degli studiosi concorda nel dire che l’origine dell’amor cortese sia islamica. Avete capito bene, islamica. In pratica, l’Europa ha passato secoli a farsi insegnare come trattare le donne dalla stessa civiltà delle infibulazioni e del non far lavorare assolutamente le donne insieme agli uomini perché sennò questi ultimi vanno fuori di testa.

Per fortuna, abbiamo anche chi ci insegna come vivere i sentimenti e la sessualità in maniera ordinata. Dai proverbi popolari di ogni dialetto, fino alle opere di Ovidio, ci sono tante fonti cui attingere per imparare che l’amore, come tutti gli impulsi, deve essere conosciuto, vissuto, goduto… ma alla fine dominato, e indirizzato verso il Bene. Quando l’amore distrae l’uomo dall’imperativo categorico, kantianamente parlando, è amore tossico. L’amore non giustifica mai il male. Quando l’amore è un amore giusto e bello, è un amore che genera. Genera bellezza, genera famiglie, genera saggezza, qualsiasi cosa, ma genera. Questo fin dai tempi in cui noi si parlava il proto-indoeuropeo: l’antica radice *ǵenh  e tutti quanti gli innumerevoli lessemi che essa ha generato in tutti i nostri rami linguistici.

Ma questa è un’altra storia. L’importante è avere bene in mente che quando vediamo una storia d’amore ritratta in un libro, in una canzone o in un film, non stiamo vedendo solo una storia d’amore, ma spesso e volentieri una precisa esposizione filosofica su come l’amore debba essere vissuto. Sta a ciascuno di noi decidere se accettarla o meno.

Edoardo Pasolini

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1 commento

Dino Rossi 28 Marzo 2017 - 12:42

Articolo immensamente profondo e che necessiterebbe di ben maggiore visibilità ed approfondita riflessione.
Grazie.

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