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selvaggia lucarelli razzi assadRoma, 21 mar – Non bastava l’essenziale lotta del bene contro il male per far chiudere la pagina ‘Sesso Droga e Pastorizia’, battaglia durata mesi e che ha premiato la showgirl con i classici 15 minuti di celebrità? Evidentemente no, perché Selvaggia Lucarelli non lascia ma raddoppia.

Questa volta oggetto dei suoi strali è Antonio Razzi, ‘colpevole’ secondo la Lucarelli di aver sponsorizzato un assassino per via di un selfie che il senatore si è fatto con il presidente siriano Bashar al-Assad. La foto incriminata è stata scattata durante un viaggio al quale Razzi ha partecipato, insieme a membri della Duma russa e ad esponenti di vari parlamenti europei, con l’obiettivo di facilitare la creazione di una commissione che aiuti il dialogo fra le fazioni in lotta nella guerra che da anni sta dilaniando la Siria. Una vera e propria missione internazionale, che nonostante l’originalità del personaggio Razzi vale molto di più della retorica dirittumanista, sterilmente agitata in questi ultimi anni da buona parte dell’occidente e che, risultati alla mano, non ha prodotto alcunché se non, come piccolo danno collaterale, la nascita e la proliferazione dell’Isis.

Certo, pretendere dalla Lucarelli profondità di ragionamento in un ambito delicato come quello dei rapporti geopolitici è forse chiedere troppo. Ma, a voler esser buoni, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più. Non, ad esempio, banalità del tipo “genocida Assad”: testuali parole, in commento alla foto pubblicata da Razzi su twitter. Immediata la risposta del senatore: “L’incontro con Assad può servire ha costruire un ponte di pace”. La Lucarelli legge l’orrore grammaticale, sente l’odore del sangue, indossa gli occhiali da maestrina bacchettona e ribatte: “Cominci a costruire un ponte di pace con la lingua italiana, mi dia retta”. Che il rapporto di Razzi con la lingua italiana non sia dei migliori è noto da tempo, ma un commentatore non dovrebbe forse concentrarsi più sul contenuto ed evitare di buttarla in caciara? Beh, se i gradi da sedicente opinionista se li è guadagnati sul campo de “L’isola dei famosi”, allora tutto torna.

Nicola Mattei

2 Commenti

  1. Una società in cui le soubrette come la Sucarelli o la Parietti ma anche la Moric, gente che di mestiere fa la persona famosa, sono elevate a meitre a penser è fottuta.

  2. Selvaggia una disutile al servizio del mondialismo e della sostituzione dei Popoli. Persona meschina e di scarso spessore, una volta si sarebbe detto che non vale l’ inchiostro usato per scrivere il suo nome. Che poi Selvaggia de che? Non vivrebbe un ora senza social apericene e cazzate varie radical chic.

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