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Derry, 21 Mar. – L’ex Capo di Stato Maggiore dell’Ira dal 1979 al 1982, Martin McGuinness, è morto. Leader repubblicano, cattolico, esponente del partito Sinn Fein è stato anche vicepremier dell’Irlanda del Nord, in aperto contrasto con il primo ministro unionista Arlene Foster. Le sue dimissioni, a gennaio, causate dalla grave malattia che lo ha portato alla morte, hanno determinato le elezioni anticipate.

McGuinness è spirato nella notte all’ospedale di Derry. Da lì è partito un corteo che ha portato la bara, avvolta nella bandiera irlandese, verso casa. Derry oggi è scesa in strada piangendo il suo veterano. A turno la moglie, i figli, i leader del Sinn Fein e centinaia di cittadini di Derry hanno voluto portare a spalle la bara per un pezzo di strada.

Nato nel 1950, McGuinness entrò nell’Ira quando aveva circa 20 anni. Ne uscì molti anni dopo, “col cuore pentito”, come ha ricordato l’ex premier britannico Tony Blair. Quando il 30 gennaio 1972 si consumò il tragico Bloody Sunday, con il 1º Battaglione dei parà britannici che aprì il fuoco contro una folla di manifestanti cattolici per i diritti civili, colpendone 26, McGuinness era il responsabile dell’Ira a Derry.

Dopo anni di resistenza armata, bombe e almeno 3mila morti causati dalla guerra civile, fu proprio grazie a McGuinness se il processo di pace in Irlanda del Nord è culminato con gli Accordi del Venerdì Santo del 1998, che hanno messo la parola fine ai sanguinosi “Troubles” in Ulster. Fu lui, da ex comandante dell’Ira, a stringere la mano alla Regina Elisabetta II nel 2012. Un gesto che più di tutti ha segnato la riconciliazione con la famiglia reale, precedentemente nel mirino del gruppo paramilitare repubblicano. E proprio la Regina Elisabetta ha inviato un messaggio privato di condoglianze alla famiglia di McGuinness appena appresa la notizia della sua morte.

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