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Roma, 25 nov – Il settore della sicurezza privata è tanto necessario quanto sconosciuto ai più, o meglio, spesso e volentieri vengono trasmessi dei concetti e delle idee che non sono corrispondenti alla realtà. Vediamo quindi di scoprire meglio alcuni dettagli per fare luce sul mondo della sicurezza privata, di cui tanto si parla, e poco si conosce.
Una compagnia militare privata, in inglese PMC (Private Military Company), è strutturata esattamente come un esercito, in più è provvista di un potente ufficio markenting, come se si trattasse sostanzialmente di una grande azienda. All’interno di questa struttura societaria è ovviamente presente un consiglio di amministrazione con potere decisionale in materia di strategie economiche ed operative. Nella fattispecie, verosimilmente, abbiamo una proprietà, che demanda al Cda (composto da professionisti provenienti dal settore militare e manageriale) le strategie aziendali. In esso si stabiliscono le direttive aziendali per incrementare i guadagni, si decide quali contratti seguire, quali operazioni pianificare e via dicendo.
La compagnia militare privata, come sopra menzionato, è strutturata come un piccolo esercito nel senso che è dotata di un servizio di intelligence, che in tale contesto significa studio dei concorrenti ed eventuale ricerca di partners, è dotata di un performante ufficio Marketing, che si occupa della promozione dei servizi offerti dall’azienda, è anche presente un altrettanto performante ufficio logistico ed un ufficio tecnico. L’ufficio tecnico è composto da analisti di strategia militare, da esperti di diritto internazionale e studi comparati per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti ed i requisiti legali imposti dai governi degli Stati sovrani che richiedono l’ausilio di una PMC, o semplicemente i requisiti necessari per poter essere presenti in un determinato territorio (sia con un contingente, sia con una semplice struttura amministrativa).
All’interno delle compagnie militari private è presente un organo che si occupa della direzione delle operazioni, ed essendo strutturata come un esercito, sono presenti armi, mezzi di qualsiasi genere, uomini e professionisti vari a seconda del tipo di servizio richiesto. In base al “volume d’affari” di una PMC, vi sono più organi preposti a dirigere i vari settori operativi, ci sono aziende per esempio che operano nel settore terrestre, marittimo ed aereo ed è quindi necessario che l’aspetto logistico/operativo sia curato nei minimi dettagli.
Questo è l’organigramma che generalmente concerne le attività di carattere governativo/istituzionale, il settore privato (altra fonte di business per le PMC) a sua volta segue logiche organizzative simili, per garantire un operato efficiente e costante.
I servizi che le compagnie militari private offrono sono svariati, si va dal trasporto truppe governative alla manutenzione di mezzi, alla fornitura di materiali, mezzi, equipaggiamenti. Il tutto in maniera totalmente legale, in quanto le PMC sono regolamentate da normative ben precise che debbono essere rispettate pena l’esistenza stessa della società. Sostanzialmente se queste norme non fossero rispettate, sarebbe impossibile lavorare, sarebbe impossibile fare business e si andrebbe incontro a sanzioni amministrative e penali.
Questa struttura societaria, deve essere garantita a monte da ingenti patrimoni, sia per l’attività stessa che offre, sia per le garanzie e fideiussioni bancarie richieste. Le società in questione sono soggette a rigidi controlli pre e post registrazione, e sono talvolta sottoposte ad approvazione parlamentare.
I servizi delle compagnie militari private generalmente sono richiesti dalle agenzie governative in supporto all’esercito, dagli organi di polizia, dalle ambasciate ed organi istituzionali di qualsiasi livello. Per i privati, vengono svolti tutti quei servizi riconducibili all’ampio concetto di Security Management: intelligence, investigazioni, scorta a convogli, scorta a persone, presidio siti sensibili (giacimenti petroliferi ad esempio), maritime security, trasporto aereo ecc.
Si intuisce quindi l’importanza della solidità economica di aziende simili, per ogni servizio richiesto debbono fornire mezzi, uomini e logistica. Vuol dire che se viene richiesto un comune servizio di scorta in ambiente ostile, devono essere forniti mezzi blindati, eventuali mezzi di basso profilo, personale addetto alla manutenzione, personale armato, mezzi idonei per eventuali spostamenti dei blindati stessi e personale medico (pensiamo ad ospedali mobili, talvolta nave ospedale eccetera). Se viene richiesto un servizio di aviotrasporto truppe governative, la PMC dovrà fornire tutte le soluzioni del caso, e così per ogni incarico che viene affidato.
A proposito di personale armato, occorre fare chiarezza sul termine contractor, termine fin troppo abusato. Il contractor, tecnicamente è colui che vince l’appalto ed in virtù del contratto posto in essere con l’ente appaltante, offre la prestazione. Può essere un contractor anche il camionista civile che lavora in Iraq, come può esserlo il titolare di una ditta di impianti elettrici che opera in Sierra Leone piuttosto che in Afghanistan.
L’operatore armato (PSD) non è un contractor in senso giuridico, è un dipendente della PMC regolarmente assunto e con determinate qualifiche, che in seguito ad una serie di permessi governativi può operare armato in una certa zona, e qualora le circostanza lo richiedano, previo rispetto delle norme giuridiche e delle regole di ingaggio, può utilizzare forza letale qualora venga attaccato.  Sicuramente, “arriva dopo” tutto il lavoro pianificato dal dipartimento marketing ed ufficio tecnico che può durare mesi e mesi. Il ruolo dell’ufficio tecnico è fondamentale per concludere contratti e lavorare nella piena legalità, fornendo tutti i riscontri necessari per soddisfare i requisiti governativi in tema di anticorruzione, antiriciclaggio eccetera.
Ha senso parlare di compagnie militari private se vengono raggiunti determinati fatturati, altrimenti avrebbe più senso parlare di PSC od Istituti di Vigilanza, spesso le PMC offrono anche sevizi di PSC ma non il contrario, per motivi legati appunto alla disponibilità di mezzi finanziari e materiali.
Le compagnie militari private più prestigiose sono principalmente di diritto anglosassone, ed in minor misura di diritto francofono e sudafricano, questo perché in Italia non c’è la cultura e non ci sono i mezzi necessari (fatta eccezione per certi operatori molto validi) per strutturare aziende di questo tipo.
Francesco Arcari





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3 Commenti

  1. ottimo articolo,complimenti al validissimo Francesco Arcari;
    penso di non “sporcarlo” se annoto che PMC italiane sono in realtà proibite per Legge;
    non solo in ambito privato il servizio armato è previsto solo e soltanti sui beni e mai* per le persone (come quello fornito dalle GPG) ma “arruolare” qualcuno per servizi operativi fuori area è molto vicino alla ipotesi di reato prevista ex art.288 CP:
    “Chiunque nel territorio dello Stato e senza approvazione del Governo arruola o arma cittadini, perché militino al servizio o a favore dello straniero, è punito con la reclusione da quattro a quindici anni.”
    * che di fatto politici ed industriali di primissimo piano usino per la propria protezione e scorta, personale armatissimo quanto civilissimo, è un dato di fatto da almeno 25 anni; in ogni caso è previsto come vietato per Legge: la sicurezza sulle persone fisiche è di esclusiva pertinenza delle FFOO.

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