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arancia meccanica thamesmeadLondra, 18 mag – Là dove prima c’era la palude, negli anni sessanta comparse Thamesmead, quartiere a sud-est di Londra non lontano da Greenwich che attualmente conta circa 50mila abitanti. Terminati i lavori, intorno agli anni settanta, il centro abitato era più che altro una promessa: essere la città del futuro. Ma già nel 1971 era chiaro quello che sarebbe stato in realtà ed il famoso regista Stanley Kubrick lo scelse come set per l’ambientazione di diverse scene di “Arancia Meccanica“, film divenuto cult fra i giovani di tutto il mondo.

Come non ricordare, tra tutte, la scena in cui Alex prende a bastonate gli altri drughi e poi ne accoltella uno per ribadire il suo comando. Ebbene, anche quello sfondo avrà presto un altro volto. Simbolo di un mondo giovanile permeato dall’anomia e dall’anti-socialità, la pellicola indirettamente ed in maniera surrealista dipingeva il degrado e la criminalità di non-luoghi come le periferie delle grandi città. “La metropoli del lusso è il capoluogo della miseria”, scriveva del resto Victor Hugo ne “I Miserabili” già nell’ottocento.

Adesso quel quartiere, con la demolizione parziale di alcune dei blocchi di cemento che lo caratterizzano ed un investimento di circa un miliardo e mezzo di sterline da parte della Peabody, che controlla quasi l’80% dell’area, dovrebbero arrivare 25mila nuove case, una nuova biblioteca, un cinema, negozi ed una piazza per una previsione che va dai 5mila agli 8mila nuovi posto di lavoro. “E’ una grande opportunità per sbloccare il potenziale di questo gigante dormiente”, ha dichiarato Pauline Fors, direttore esecutivo dell’azienda per Thamesmead, che ha anche aggiunto: “La percezione che ha preso forma a causa del film Arancia Meccanica è semplicemente sbagliata, ma sappiamo di dover spendere molti quattrini per una buona progettazione. Questo posto sta per diventare qualcosa di speciale”. Nel frattempo, infatti, sta per arrivare presso la vicina Abbey Wood anche la Crossrail, che permetterà di arrivare in centro in meno di mezzora. Riecheggiano, dunque, nel quartiere in cui si muovono anche i ragazzi difficili del telefilm di Channel 4 “Misfit” le promesse di riqualificazione degli anni settanta. Realtà o speculazione? Ve lo diremo tra un decennio.

Emmanuel Raffaele

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