Roma, 15 apr — In un momento storico in cui la cancellazione della storia e del proprio passato — specie quando complesso e ingombrante — sembra essere ormai la dolorosa regola, sta facendo discutere la presa di posizione del M5S di Carpi che, in netta controtendenza rispetto lo spirito dei tempi, si è astenuto davanti la proposta avanzata dal Sindaco della città, Alberto Bellelli, di revocare la cittadinanza onoraria al Duce.

La solita solfa delle revoche della cittadinanza al Duce

Quella delle revoche postume a Mussolini, a quasi ottant’anni dalla sua morte, dopo che per decenni dalla caduta dal fascismo, a nessuno era venuto in mente nemmeno lontanamente di procedere in quel senso, sembra appartenere a una sorta di cancel culture all’italiana. E così, mentre il M5S si è astenuto, i consiglieri di FdI, Lega e Carpi Futura sono usciti dall’aula al momento del voto. «Assolutizzare il male individuandolo in un’unica persona è sbagliato e non aiuta a comprendere la complessità. Per questo ci siamo astenuti», ha spiegato il consigliere pentastellato Monica Medici. «La nostra astensione su questo atto non è un giudizio politico, innanzitutto, parlare di cittadinanza onoraria a proposito di una persona morta 77 anni fa non ha più senso. La cittadinanza uno la perde nel momento in cui muore. Noi abbiamo voluto sottolineare il fatto che quel tipo di proposta non aveva senso, non che Mussolini sia una persona da onorare».

Ha realmente “fatto del bene”

Medici ha poi sottolineato come storicamente il Duce abbia fatto del bene alla città di Carpi, senza che la cosa debba essere letta in alcun modo come una posizione apologetica, ma come semplice constatazione di un dato di fatto storico. «Non si può cancellare la storia, il fascismo e la dittatura ci sono stati. Ed è sbagliato usare l’effetto retroattivo: solo dal 2013 il Comune di Carpi può revocare la cittadinanza onoraria a chi non è più degno, ma noi a Mussolini non l’abbiamo neanche mai data la cittadinanza. Lo ha fatto un Consiglio comunale che non ha nulla di simile a quello di oggi».

La Medici poi, coraggiosamente, spiega un aspetto che sembra sempre più negletto in questi tempi di manichee divisioni, che tendono a ricostruire tutto nella chiave interpretativa assolutizzata di bene e male. «La divisione tra bene e male non è una linea retta. Certamente quella del Duce è stata una figura discutibile, nessuno è qui per dire che è stato un santo. Ma anche questa persona, con tutto quello che ha fatto, quando è venuta a visitare Carpi ha fatto un atto di bene».

Cristina Gauri

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