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Roma, 17 mag – Ieri il primo bus israeliano noleggiato dall’Atac è stato immatricolato: bene, peccato che sia stato fatto con targa nientemeno che tedesca.

Sangue di Enea Ritter

Semaforo rosso dalla Motorizzazione Civile

La Motorizzazione civile di Roma aveva “bocciato” l’immatricolazione dei mezzi acquistati dall’Atac, mettendo in questo modo i proverbiali bastoni tra le ruote al potenziamento delle corse previsto per l’anno 2019. I mezzi sono giunti in Italia su di un cargo battente bandiera israeliana a inizio aprile e rappresentano una conditio sine qua non per le “promesse” fatte ai giudici che hanno dato il via libera al concordato: tra le “promesse” vi è quella di un arricchimento del servizio di superficie. Attualmente, gli autobus in dotazione all’Atac hanno un’età media di 12 anni. Era luglio 2018 quando l’Atac aveva ordinato 227 navette nuove; la fabbrica aggiudicataria però, entrò subito in crisi e va da sé, la produzione dei mezzi ha subito un fortissimo ritardo. I primi 20  autobus dovrebbero, alfine, arrivare a fine giugno. Da qui, 20 mezzi al mese: troppo poco in troppo tempo per l’indotto che ha una città come Roma.

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Ma i bus devono essere Euro 6

Ecco la decisione dell’Atac di prendere a noleggio gli autobus che vengono da Israele, 8 anni di età media. Ma trovata la soluzione, la Motorizzazione ha bloccato tutto poiché si tratterebbe di mezzi Euro 5 che vengono da uno Stato extra Ue: per essere immatricolati, dunque, devono essere minimo Euro 6. Il Ministero dei Trasporti tedesco a quanto pare, però, non si fa questi problemi: il motore è stato prodotto in Europa e gli ufficiali di Monaco di Baviera, hanno detto si. Targa tedesca, dunque, per gli autobus dell?Atac. Sono circa 70 i bus a dover fare la spola tra Roma e Monaco di Baviera per questa pratica.

Ilaria Paoletti

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