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balotelli_24_09_13Roma, 16 feb –  Ha fatto infuriare pure Sinisa Mihajlovic, e stavolta, per Mario Balotelli, l’ultima spiaggia tante volte annunciata potrebbe essere arrivata davvero. È il triste epilogo di un calciatore talentuoso ma infinitamente meno di quanto, per ragioni politiche, si è voluto far credere, e comunque con la testa più adatta ai privé che ai campi da calcio. L’ultima occasione, l’attaccante del Milan se l’è giocata sul finale della sfida fra i rossoneri e il Genoa. La cattiva gestione del pallone nei minuti finali di una gara che il Milan stava vincendo non è piaciuta a Mihajlovic. Nel mirino soprattutto Balotelli, entrato dalla panchina e distintosi per indolenza e svogliatezza proprio quando bisognava stringere i denti e correre di più.



A fine partita il tecnico ha pensato pure di risolverla con le cattive, partendo dalla panchina proprio per affrontare il giocatore in campo, ma è stato fermato da un dirigente prima di raggiungere Balotelli. Dopo la gara ha dichiarato: “Non dovevamo soffrire così alla fine, dovevamo fare il terzo gol e abbiamo rischiato il pareggio ma questo è anche colpa mia, quindi da ora in poi chi non si sacrifica fino al 94esimo non vedrà più il campo”. Poi, in uno slancio di diplomazia forzata, ha aggiunto a denti stretti: “I ragazzi sanno a chi mi riferisco, non è detto che ce l’avessi con Balotelli”. Ma non ci ha creduto nessuno. Certo, Mihajlovic non ha un carattere facile. Ma dei tecnici che hanno incrociato l’ex “Supermario”, sono veramente in pochi quelli che alla fine non sono usciti dai gangheri.

Prima del serbo ci aveva pensato Antonio Conte a chiudergli le porte della Nazionale (quando qualche anno fa sembrava che le sorti del calcio azzurro dipendessero integralmente da Balotelli): “Non vede l’ora di cosa? Di vedere gli Europei in tv?”, sibilò cattivello il ct al giocatore che aveva dichiarato la sua impazienza rispetto alla competizione continentale. Celebre anche la bordata che gli fece arrivare José Mourinho parlando di Mariga: “Credo che il fatto di lavorare con giocatori importanti sia un aiuto per lui: una persona con un po’ di neuroni in testa, allenandosi tutti i giorni con esempi fantastici come lo sono Zanetti, Cordoba, Materazzi, può solo migliorare. E Mariga di neuroni ne ha a milioni. Ma se qualcuno lavora con questo tipo di campioni e non impara, sarà sicuramente perché ha un solo neurone e, chissà, questo neurone è un po’ infortunato”. Nessun riferimento esplicito a Balotelli, eppure tutti capirono che ce l’aveva con lui.

Ma, alla lunga, Mario non l’ha potuto sopportare nessuno. Se Marco Materazzi raccontò di quando di quando “l’ho dovuto picchiare”, Zvonimir Boban disse chiaro e tondo: “Smettiamola di parlare di questo Balotelli, in vita sua non ha fatto nulla, se non panchina ovunque. Lui sarà sempre più piccolo del Milan e il Milan sarà sempre più grande di lui”. La parola fine la disse, alla fine, Steven Gerrard, nella sua biografia My story, raccontando di come Balotelli, al Liverpool, si rifiutasse di marcare nei calci d’angolo avversari in allenamento. “Ha il potenziale per diventare uno dei migliori al mondo – disse il capitano dei Reds – ma non ce la farà mai per colpa della sua mentalità e anche delle persone che ruotano attorno a lui. È un ritardatario, vuole sempre attenzioni, dice cose sbagliate sui social media, non lavora abbastanza durante gli allenamenti. Insomma, Balotelli è una battaglia persa”.

Giuliano Lebelli

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2 Commenti

  1. Ah! Ah! il nuovo italiano per cui dovevamo commuoverci e esultare!
    Mi spiace per tanti salici piangenti, la favola si è rilevata uno spettacolino da bassa lega!

  2. Cu nasce tunnu un po moriri quadratu
    è un offesa alla sicilia e da dove arriva
    La sua arroganza e presunzione è di un puledro di razza , ma non siamo in un ranch in Usa
    Caro se vuoi mettere la maglia dell’Italia cerca di comportarti meglio che tutti siamo utili ma nessuno è necessario

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