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Roma, 27 ott – Sta assumendo i contorni di una fiction quella che ruota attorno alla nomina del governatore della Banca d’Italia. Una narrazione con tanto di risvolto giallo, giusto per intrattenere l’audience con il dubbio fino all’ultima puntata. Dopo una mozione di sfiducia alla Camera presentata dal Partito Democratico e la guerra mossa da Matteo Renzi all’attuale numero uno di palazzo Koch, Ignazio Visco, che è in scadenza di mandato (31 ottobre) ha buone probabilità di ricevere a sorpresa il reincarico dal premier Paolo Gentiloni.

La legge prevede infatti che il parere consultivo del Consiglio superiore della Banca d’Italia sia rivolto al governo. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha confermato la linea intrapresa dal governo sulla nomina del nuovo governatore: “Le decisioni della presidenza del consiglio, come ha fatto sapere la stessa presidenza nei giorni scorsi – ha affermato in un intervento alla Camera – saranno basate sulle prerogative di legge ed ispirate alla salvaguardia dell’autonomia dell’istituto“. Padoan ha ricordato come la normale procedura di nomina preveda un decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio superiore.

Chi rimane fermo sui suoi propositi bellicosi nei confronti di Visco è il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi che non ha smorzato i toni della polemica: “Io non avrei confermato Visco. Se il presidente del Consiglio decide di confermarlo io non lo condivido, ma andiamo avanti lo stesso“. Renzi aveva pesantemente criticato l’operato del governatore della Banca d’Italia: “In questi sei anni nelle banche ci sono stati dei disastri. Spero che i prossimi sei anni siano migliori di quelli trascorsi, peggiori è un po’ difficile“.

Nelle precedenti ore si era anche caldeggiata l’idea di Fabrizio Saccomanni, ex ministro dell’Economia durante il governo Letta, come candidato ideale per palazzo Koch. Ipotesi che sembrava fosse gradita anche da Gentiloni, ma probabilmente giunta sul tavolo delle complesse trattative fuori tempo massimo. I balletti legati alla nomina del governatore della Banca d’Italia nascondono trame nelle quali il Pd mostra tutto il suo volto di partito di potere, con Renzi che non contento ha piazzato Matteo Orfini e altri uomini vicino a lui all’interno della Commissione banche, che si occuperà di far luce su alcuni dei più controversi crac bancari degli ultimi anni.

Giuseppe Maneggio

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